Voglia di cambiamento nel mondo femdom. Ma ne siamo certi?
By Elisa Visconti on feb 04, 2010 with Commenti 0
da : “POSTA DEL CUORE”
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Rubrica a cura di Elisa Visconti
Stamani ore 7.30 leggo questo sulla mia posta e immediatamente m’illumino di immenso.
“Grazie Signora, per avermi concesso l’e-mail Sono ++++ ho potuto scriverle tramite la chat di +++++. Ho letto e leggo spesso i suoi blog, e sono quasi 15 anni che frequento il sadomaso, l’ho conosciuto da piccolo, ma non ho potuto fare a meno nel corso del tempo di essere sempre più deluso da quello che io chiamo schiavitù-democratica e che cozza secondo me con tutto quello che dovrebbe essere schiavitù. Se non si annoierà di leggere un mio pensiero e se avrà voglia di commentare, o anche no, soltanto leggere ne sarò contento. Le espongo la mia idea forse metestorica di schiavitù. Schiavo da dizionario semantico è chi è totalmente privo della libertà individuale e di ogni diritto, che dunque è soggetto totalmente alla volontà di un Padrone. Chi subisce soggezione, padronanze che vincolano ed impediscono la suo libertà. Etimologicamente deriva dal latino medievale sclavu (prigioniero), dal greco tardo sklabòs.. Così come schiavitù è condizione di chi è schiavo, privo di libertà, condizione di dipendenza, soggezione. Quindi caratteristiche costitutive della schiavitù sono: la coercizione a svolgere un compito o a prestare un servizio; la riduzione di un essere umano a proprietà esclusiva di un altro essere umano, cioè del suo padrone; l’assoggettamento completo di un individuo alla volontà di colui che lo possiede. Al di là del gesto “liberatorio” di Lincoln, costretti da un agente esterno o interno a non essere mai, per chi abusa della parola schiavo la semantica vuole quanto detto sopra, altrimenti limitarsi alla definizione di caratterista, simulatore, di chi scherza quindi al sadomaso ed il sadomaso. O ci si da’ dei ruoli fittizzi che poi inevitabilmente finiscono per invertirsi, così dove lo schiavo può disporre del SUO Padrone feticizzato, ed il Padrone acconsente alle voglie di uno schiavo isterico, o si rispettano i ruoli, o si mandano le parole a farsi fottere, che non sarebbe neanche tanto male. Questa diplomazia piacerà a tanti, questo accordarsi su tutto, ma un po’ di sano rigore spartano forse non farebbe male, in tempi così rigorosi come quelli democratici.
Un inchino ++++
“Caro ++++
innanzitutto grazie per avermi scritto. E’ difficile nel panorama così inflazionato bdsm poter trovare utenti che sanno ciò che dicono.Concordo pienamente con tutto ciò che hai detto.
Ci vorrebbe un pò di rigore, di austerità, ma sicuramente le community, i social network la chat e i forum che ci sono sino ad ora nel panorama bdsm italiano non possono supportare questo necessario cambiamento.Io per prima mi espongo come sono intervenendo in numerose community in furum bdsm, ma il mio intervento è visto da molti come scomodo, poichè parlo di bdsm chiedo risposte bdsm e trovo invece che parlano di tutt’altro.Il bdsm è divenuto un fenomeno da baraccone e di massa e i forum benchè con impostazioni sadomaso un posto come un altro dove fare chiacciere da caffè. E la crescita di queste chiacchiere è esponenziale. Chi va fuori da queste logiche e cerca di uscire dal gruppo e dire la sua, viene demolito, attaccato o se gli va bene snobbato.Siamo in una dittatura multimediale dettata dalla massa, dalle esigenze di massa, di fare i numeri,di vendere, l’epoca dei gossip o dello Sgossip come dico io.Ciò fa male a chi crede nel bdsm, fa male al bdsm.Leggendo alcune frasi o profili in rete si usano frasi di grande impatto, ma fredde prive di umanità, esperienza.Tutti gli avatar o quasi dei profili sono fittizzi e rappresentano ciò che uno vorrebbe essere ma in realtà non è.Vengono usate per descriversi frasi fatte, trovate in rete.Manca spessore. E ti trovi a parlare con qualcuno pensando che corrisponda a ciò che vedi o leggi di lui e lei e poi…Un bluf!!Personalmente ti posso garantire ad esempio che conosco slave, che hanno creato profili di master parlano da master forse per sopperire una loro mancanza, che ne so.Come fare a uscire da tutto ciò? Come ritornare a quella ligia e incorruttibile austerità, sicura e propria del bdsm? Sicuramente una cosa è certa, c’è una smodata voglia di cambiamento…Il mio contributo è tangibile e reale, come è il tuo ora, qualcosa si sta muovendo di certo, c’è aria di verità, ma questa arriverà solo grazie al singolo contribuito di voi tutti”.
Molti mi hanno chiesto, cosa mi spinge a scrivere?Cosa mi spinge a non mollare? A volte ricevo le porte in faccia dall’ignoranza, dall’ottusità, dall’ipocrisia, dalla comodità di far rimanere il tutto in una data situazione tale quale è anche se è conficcata come un enorme spina nel fianco. Ma io non mollo ed ecco ciò che mi spinge a farlo. Il piacere che ne ricavo a sapere di avere donato un pò di luce. Anche se lo dovessi fare solo per uno di voi sarebbe già di per se una vittoria .Poichè è con la singola goccia unita alle altre che si forma il mare.
Elisa Visconti
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Filed Under: La posta del cuore
About the Author: Sociologa, Coach, Giornalista e Scrittrice. Studiosa e ricercatrice dei comportamenti sociali e parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave deviata in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, Presidente Nazionale di Alleanza Italiana, Fondatore del gruppo Alleanza.





























