Il mio capo vuole portarmi a letto, ma non lo ritengo degno cosa devo fare? Essere donna oggetto è uno scandalo, non scegliere di fare la escort!
By Elisa Visconti on feb 17, 2011 with Commenti 10
Stalking, molestie sulle donne, attenzioni ardite pretenziose nel lavoro ma il maschio è impazzito oppure oramai dopo tutto questo sesso facile in rete, dentro tutta questa forzata globalizzazione della donna come modello vacuo disponibile e sexy star si è abituato a vedere le donne come oggetti di cui appropriarsi a prescindere?
Mi scrive Katia (nome di fantasia) una bella ragazza di 29 anni:
“Sono davvero nei casini. Stamattina quasi perdo il lavoro, eppure credevo fosse solo un gioco. Mi chiamo Katia o 29 anni, sono una ragazza alta 172, ero una ex modella. Da pochi mesi lavoro in un call center e so di essere la più bella del centro. Sono riuscita ad arrivare molto in alto, grazie ad un pò di saperci fare, ma senza allargare le gambe, solo dei pagherò. Ora sono arrivata all’ostacolo più grosso. Quello schifoso e bavoso del direttore del personale. A lui non bastano gli ammiccamenti, lui è un figlio di xxxxx. Vuole favori sessuali che io per il momento non sono d accordo a concedere perché non ritengo lui una persona degna, ma addirittura riluttante dato che si impegnava a offrirmi un lavoro serio ed adesso anziché darmi solidità mi butta via solo perché non voglio aprire le gambe. Rischio che lui organizzi a mia insaputa un tranello solo per allontanata dal lavoro . Sono disperata perché adesso la mia famiglia comincia a far leva sul fatto che sono un incapace e imbecille. Non sono una escort non ha il diritto di trattarmi così. Non so cosa dire pensare, ma so solo ciò che non voglio fare, inchinarmi a colui che con i soldi ottiene favori, a chi con l’ inganno mi indichi il percorso sono smarrita..”. Katia.
“Cara Katia, hai poco da fare se non fare un passo indietro e renderti conto che chi arriva dove vuole senza averne le competenze ma solo per favori di altra natura è destinato a fallire. Sempre e comunque. Se fossi stata una escort sarebbe stato meglio. Almeno avevi l’onestà intellettuale di guadagnarti i soldi dando ciò che da donna sai fare e non di usare l’ammiccamento come strumento per arrivare a ricoprire incarichi che forse nemmeno hai le capacità di seguire. Ciò che ti suggerisco è di rivedere i valori che tu hai di certo in te e di dartiene uno. Credi di avere valore solo perchè sei giovane bella e disponibile? Se è così non vali più di una pedigrèè che sta al collare di una cane di razza. Decidi tu se fare da pedigree tutta la vita, o diventare tu la razza!”.
Miss Elisa Visconti
Ho deciso di pubblicare questa mail tra le tante che arrivano per un motivo ben preciso. A parte quelle donne vessate da concetti fondamentalisti e religiosi che ritengono essere la donna un oggetto di proprietà sul quale avere diritto di vita e morte; a parte ragazzine e bambine innocenti e prive di malizia che cadono oggetto di occhi malvagi con la lingua fuori e bagnata; a parte tutti qui casi in cui disagi familiari sono riconducibili a ignoranza e povertà; noi figli, nipoti o zii della globalizzazione non ci chiediamo, come mai i maschi di oggi, i ragazzi e sopratutto gli adolescenti hanno adottato l’atteggiamento che sta tra la presunzione di dettare le regole in una relazione con una donna, sia essa lavorativa, che privata e la convinzione che è un loro diritto farlo senza prendere nemmeno in considerazione l’idea di fare partecipare a tale scelta la contro parte? Come mai il maschio è così convinto di ottenere ciò che vuole sempre e che per poterlo fare si sente autorizzato ad utilizzare ogni mezzo a lui a disposizione senza curarsi se la donna è interessata a ciò?
Fino a dieci anni fa circa, un anno di vita tecnologica corrispondeva a un anno di vita solare. Lo sviluppo tecnologico e sociale era di pari passo con lo sviluppo fisico, emotivo dell’individuo. Ciò significava che l’ individuo poteva avere il tempo di conoscere, imparare, schematizzare e digerire ciò che gli veniva proposto potendo scegliere. Oggi invece un anno di tecnologia corrisponde a 1/2 anno solare ossia è tutto più veloce. Che significa? Significa che l’individuo, che biologicamente ha dei tempi stabiliti e standard per poter apprendere, elaborare e poi scegliere ciò che gli viene proposto, non riesce più a analizzare correttamente tutto ciò che si muove attorno a lui. Quindi succede che se la capacità di apprendimento è la stessa, a causa dei tempi che sono stati notevolmente ridotti, manca la capacità di analisi di ciò che esso impara e quindi la possibilità di fare una scelta. Sarò più chiara. Una volta in tv, c’erano due tipi di biscotti. Quelli della mulino bianco e quelli della colussi. Un prodotto nuovo usciva dopo un anno o due e quindi noi avevamo il tempo di decidere quale biscotto comperare in base ai nostri gusti determinati da molteplici fattori che avevamo con calma analizzato. Ora ci sono ogni tre mesi dei biscotti nuovi. In risultato è che mangiamo biscotti ancora, ma non decidiamo noi quali comperare , ma passando per le scansie dei negozi prendiamo gli ultimi che a livello di flash back ci sono rimasti in testa dall’ultimo gingle pubblicitario. Chi ha dai 27 anni in su che ha vissuto nell’era precedente a questa in cui la scelta era nostra e ragionata, si salva ancora preferendo i vecchi biscotti scelti e ragionati da quelli nuovi. Ma i ragazzi di oggi? Non si fa in tempo a prendere un hi pod che domani ce ne è un altro… E se chiedi a loro quali sono i tuoi biscotti preferiti loro alzano le spalle. I bambini addirittura rispondono parlando dell’ultimo che hanno visto in tv. Ecco che quindi le e mie esperienze di adolescente dinnanzi agli adolescenti di oggi sembrano fare parte dell’era della paleozoica.
MA LA TECNOLOGIA anche se per alcuni aspetti medici, scientifici di ricerca, ottimizzazione del lavoro, dell’industria, delle comunicazioni (si evince anche negli ultimi scontri in Tunisia allargati in Egitto e ora anche nell’Iran grazie a face book) miglioramento delle qualità del mercato etc…Ha dato e sta dando un eccezionale e positivo contributo allo sviluppo umano ma haimè NON HA affatto MIGLIORATO gli aspetti sociali. ANZI LI HA DETERIORATI. Li ha resi più veloci di certo globalizzandoli ma non ha esaltato gli aspetti che realmente contano. I valori. Ma esalta la velocità superficiale del rapporto relazionale. E quindi la globalizzazione sociale dei new media che velocizza e facilita la comunicazione relazionale tra gli uomini è usata sopratutto per la vacuità e la superficialità del non essere. E questa globalizzazione superficiale che terrebbe conto (uso appositamente il condizionale) delle esigenze della gente, dei maschi, ha colpito e trasformato anche i modelli femminili in tv. Dovunque, sia per vendere una macchina, una telefonino, una banana, le donne oggetto alla Belen (non per colpa di Belen di certo che dimostra di sapere cavalcare intelligentemente l’onda del successo della bambolina sexy) facili da agguantare e a disposizione di tutti. Se il telefonino è maschile, la donna facile e sorridente è disponibile. Ma siamo certi che il maschio voglia davvero quel genere di donna? Una volta un maschio quando puntava una donna, si preoccupava di piacere. Dava il meglio di se, si preoccupava dei dettagli, la invitava a cena e di certo non le metteva le mani addosso al primo appuntamento. E succedeva anche che il genere maschile e femminile si poteva auto regolare. Un maschio che puntava una donna decisamente molto più bella di lui, o più ricca, più acculturata o di una posizione sociale migliore, nemmeno ci provava a corteggiarla. Sapeva e sentiva che non era adatto. Ora invece dopo che il corteggiamento si è spostato dalla cena all’ invio dei “reciproci sessi” scattati in skipe senza nemmeno conoscersi, la donna è vista come una facile preda da poter raggiungere a prescindere e anche se la donna non è decisamente alla nostra portata ce ne freghiamo e pretendiamo di averla. Nemmeno ci si pone il problema se io maschio, ne sono all’altezza. E quando un donna selettiva dice di no, l’uomo non è in grado di farsene una ragione in auto coscienza, ma se la prende con lei. Tanto il cesto è così pieno di mele che quindi basta allungare la mano ed afferrarne altre molto più disponibili da cogliere…ecco. E se l’uomo è di potere o ha potere su quella donna (capo ufficio, direttore del personale etc..) il ricatto diventa lo strumento da utilizzare per ottenere ciò che si vuole.
Questo mescolato all’incapacità di Katia di darsi una corretta valutazione credendo che lei avrebbe anche potuto scendere a compromessi se lo avesse ritenuto degno (il che è assurdo) ha creato il problema.
- In primis non esiste al mondo che una persona per lavorare debba scendere a compromessi in ambito sessuale. In ambito commerciale si e qui compromessi commerciali si chiamano strategie. Ma non in ambito sessuale.
- In secoundis il sesso non è mai stato un valore dimostrabile utilizzato per potere lavorare. Se cosi’ fosse mancherebbe la materia arti seduttive in tutte le università.
Quando mai il sesso è diventato uno strumento valutato pari ad un master alla Bocconi? Da quando questa era che io chiamo ERAMANTICA L’INVOLUZIONE DELLA SPECIE UMANA ha globalizzato le relazioni. Ed ora le persone si misurano non dalle lauree, dalle capacità manuali, dalle capacità logiche, di marketing, amministrative, ma anche dalle capacità sessuali.
Ma in questo modo i valori sballano completamente.
Ma di chi è la colpa di tutto ciò? E’ solo della globalizzazione? Assolutamente no. E’ colpa di donne e maschi che voglio essere così. L’essere umano non è un idiota dotato di gambe e braccia pronto ad aprire il proprio cervello a qualunque cosa gli venga propinata. Seppur in misura minore siamo ancora destinati a scegliere che persone volere diventare. Che programmi seguire e quali biscotti mangiare. E se ci piace fumare, o chattare sui social network a ogni ora, non lamentiamoci poi se ci trovano un tumore ai polmoni o l’ideogramma dei valori a quota zero. E’ colpa di donne che danno una scorretta valutazione di se. Di donne che vogliono inseguire a tutti costi gli ideali e i modelli propinati volendo assomigliare ad essi perché credono che diventando veline, modelline, gosseppine equivalga ad essere vincenti di donne che urlano di volere essere indipendenti ma che poi pretendono che il maschio intervenga quando ne hanno bisogno . Di donne che trovano corretto ed equo avere amanti e il fare sesso anche solo per noia visto che gli uomini fanno così. Di donne incapaci di coltivare la propria femminilità, classe bon ton perché la ritengono degradante. Di donne che aborrono l’idea di diventare casalinghe di saper cucinare, cucire, crescere figli perché non è di moda e d è per donne deboli e non realizzate ed incapaci a realizzarsi. Di donne che a tutti costi vogliono dimostrare la parità dei sessi emulandone le caratteristiche. Di donne che sanno ABUSARE del sesso come strumento per arrivare nel lavoro, visto che in questo settore ancora il maschio dimostra di essere influenzabile e di non sapere dire di no. Quindi il maschi0 proprio grazie alla donna, a come si pone, alla facilità con la quale, siamo sincere, instauriamo rapporti via sms, via chat, via forum, senza corteggiamento, senza selezione, grazie ai modelli ideali che la tv ci propina che corrispondono a donne in carriera, bellissime e pure intelligenti e ricche a che scelgono di stare con la persona meno adatta a loro, la più debole.
A causa di ciò, il maschio quando si trova dinnanzi ad una bella ragazza, non pensa ai meccanismi che fino a pochi anni fa normalmente venivano usati . Come la domanda che molti si dovrebbero porre prima di rischiare un approccio: “ma sarò alla sua altezza?”. Ora i maschi non si sentono all’altezza di ogni donna, ma necessari. Tanto da decidere loro chi scegliere come fare e tanto che se la donna, non accetta, loro si sentono autorizzati a fare gesti, mosse anche illecite per rabbia e vendetta.
A questo ora dobbiamo gridare allo scandalo. A persone come Katia che non hanno capito che il problema è cominciato proprio da lei, dalla sua malizia, dagli ammiccamenti dal sentirsi autorizzata a giocare… E’ scandaloso l’uso arbitrario del sesso per fare funzionare la vita quotidiana, è scandaloso l’uso della tecnologia come strumento per svalorizzarsi, usare le donne in tv come modelli da emulare, dobbiamo gridare allo scandalo a chi usa il sesso per arrivare ad altro e non a chi seglie di fare la professione di escort. Loro non sono scandalose, ma lineari. Oggi infine è scandaloso il modo di condurre la normalità e anche per colpa di tutto questo oggi lo stalking è considerato dai giovani non un reato grave che svilisce i valoro umani e che priva di libertà , ma uno strumento come un altro da utilizzare per diventare fighi alla ribalta delle cronache mondane.
Pensate ancora ora che siano le escort il vero nemico da combattere che porta scandalo?
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Filed Under: LA SOCIOLOGA RISPONDE
About the Author: Sociologa, Coach, Giornalista e Scrittrice. Studiosa e ricercatrice dei comportamenti sociali e parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave deviata in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, Presidente Nazionale di Alleanza Italiana, Fondatore del gruppo Alleanza.
Comments (10)
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Cara katia,sono un uomo, non un maschio come direbbe la signora Visconti, che ha una visione diversa perchè tradizionale.
Innanzitutto ti stimo, il fatto di non darla al boss è cosa nobile, una prova di forza, una prova di lealtà in primis verso di sè e poi nei confronti dei cari.
Se io fossi in te, chiederei la collaborazione di parti esterne, valuterei le opzioni.
A Cambiare lavoro o trasferirmi da una concorrenza più confortevole,
B Far intervenire il fidanzato, il padre un Uomo in gamba che spieghi gentilmente al boss che non è un boss ma il datore di lavoro e che anche lui come tutti respira, trema, e morirà prima o poi. Un bel discorso gentilmente o non in un secondo tempo.
C Chiedere il supporto della giustizia con un buon avvocato e tutto il resto, per questo ti conviene rivolgerti agli organi competenti.
Saluto tutti, pace e bene.
Ognuno ha le sue prove, ce la puoi fare!
Perdonami ma ci vuole il traduttore per quest’ultimo commento.
Ad ogni modo, di norma, ribadisco, chi fa compromessi ne accetta le conseguenze. Questioni di “approccio”.
ammettiamo pure che voi WET E MAJO non AVETE dovuto fare dei compromessi ma come la mettiamo con chi invece li fa? Persone che al cs mi sono passati davanti i figli di, i nipoti di, le balle di. E mi sono scocciata e ho tirato fuori le mie arrmi che però mi si sono rivoltate contro SOLO PERCHè IL DP è UN PORCO IDIOTA. ME LO SAREI ANCHE FATTO SE NON MI FACESSE VENIRE I BRIVIDI Solo alle donne succede perchè se invece mi fossi mossa diversamente tipo raccontando palle sarei già arrivata invece che diavolo di gente!!
Cara Katia, sinceramente, mai avvicinato ad alcuna delle squallide ipocrisie elencate.
I compromessi per avanzare, in carriera, nella vita, sono altri. Quelli fatti con se stessi, sono i sacrifici reali, quelli che ti migliorano, che ti consentono di guardarti allo specchio la mattina e che ti permettono di guardare dall’alto la pochezza cui invece ti mischi.
In effetti non hai nemmeno carpito il consiglio tra le righe: comportarsi da “oca” come tu scrivi, come puoi capire, ha delle conseguenze, anche abbastanza ovvie.
Ti invito a riflettere su un’ulteriore contraddizione. Scrivi di valere “100 anzi 1000 volte più di questi idioti”, eppure ti ci confondi, comportandoti esattamente allo stesso modo. Usa il cervello, non il corpo e chi scrive è un ragazzo, in carriera e ciò nonostante, ex indossatore.