Differenze tra “mistress bdsm” e “mistress cdsm”. Elisa Visconti spiega la sua scelta. Essere una disciplinante d’avanguardia

Che cosa è il valore della disciplina? Alcuni non hanno ancora compreso cosa è il cdsm? E che differenza esiste tra una mistress dominante bdsm e una mistress disciplinaria cdsm? 

Miss Elisa Visconti

Miss Elisa Visconti

Il cdsm è la filosofia che accorpa tutte quelle identità parafiliache che non sono bdsm ossia che non trattano bondage e dominazione sado maso. Quanti di voi sono sadici o masochisti veramente?Quanti provano piacere nel dare dolore o nel riceverlo?
Dividere il piacere della sottomissione dal piacere del ricevere dolore è fondamentale per capire la differanza tra una mistress bdsm e una mitress cdsm.
Il mio percorso è nato anni fa. Inconsapevolemente a 16 anni, attraverso atteggiamenti parafiliaci disciplinari sia nelle piccole cose che nelle relazioni. Consapevolmente a 18 quando ho conosciuto il mondo parafiliaco inglese. Lì ho capito che le pulsioni che io provavo erano leggitime e avevano un nome. Lì ho dato la prima bozza alla mia identità. Poi ho studiato, cercato, fatto esperienza ovunque conoscendo ambienti parafiliaci diversi. Quelli tedeschi, austriaci, americani, francesi, cechi, spagnoli e infine italiani. Si perchè per assurdo in Italia ci sono arrivata dopo il mio percorso “formativo”. E’ stato l’ultimo paese toccato e subito ho potuto notare la differenza enorme con il concetto di sottomissione trans europeo. Diciamo che il concetto parafiliaco Italiano si avvicina molto al francese, allo spagnolo e all’americano. Ma è dissonante e collude fortemente con quello tedesco ad esempio. Da qui ho capito le varie differenze. Ho capito che esistono varie branchie del mondo parafiliaco e che non tutte sono da seguire con il medesimo atteggiamento. Fare del feticismo adotta un atteggiamento diverso ad esempio del fare del masochismo. Essere una mistress performer adotta meccanismi diversi rispetto ad essere Mistress clinical o una sadica, una fetish, una bizzare, una estrema, una dannunaziana, una bondager. E così via. E in tutto il mondo tranne che in Italia e Spagna, questa differenza è ben nota accettabile ed accettata. Si la differenza tra le varie tipologie di dominazione esiste e vengono autorizzate e rispettate tutte. Mentre in Italia da sempre si è voluto fare fortemente emergere solo l’atteggiamento più duro delle parafilie. Quello masochistico e sadico. In Italia non si vuole nemmeno parlare del fatto che oltre ad atteggiamenti masochistici e sadici esistono e vanno rispettati e ritenuti dominanti anche atteggiamenti feticistici, bizzarri, etc…. Non è accettabile. Ma ciò che pochi o molti non accettano, non ditta. Le regole non sono stabilite da pochi, ma dal giusto punto d’osservazione. E il giusto punto è che le parafilie sono più di 200 e che gli atteggiamenti con i quali una dominante e un sottomesso si relazionano attraverso l’uso di discipline parafiliache è diverso per ogni singola parafilia. Mentre gli strumenti sono i medesimi, i metodi possono e debbono cambiare. E come tali gli atteggiamenti attraverso i quali porsi. Non è assolutamente accettabile che ci si auspichi di porsi sempre nel medesimo modo coercitivo sadico con chiunque. Come non è auspicabile che un sottomesso debba in qualunque contesto essere ritenuto un masochista. Ciò non è limitante ma completamente errato.
Come Parafiliaca, io ho avvertito sin dall’inizio quali erano le mie pulsioni e dove dovevano essere collocate ed in che modo. Mi trovavo bene sia negli ambienti feticistici ma empatici, che in quelli sadici empatici. Ma in tutte e due i casi ritenevo essere avulsi al mio modo di rapportarmi quelli coercitivi non empatici. Ora che la dominante sadica debba mostrare atteggiamenti coercitivi, va da se che è esatto. Ma chi lo ha detto che non deve essere empatica? Inoltre perchè in Italia viene consoderata una vera mistress solo colei che coercizza non empaticamente?Questo tipo comportamento andrebbe bene se adottato davanti a sottomessi con una spiccata indole masochistica o se si è delle dominanti sadiche. Ma non esistono solo queste tipologie relazionali o comportamentalinè l’una esclude l’altra. Qui in Italia, si è preso come modello ideale la figura della mistress tedesca non empatica. Si vuole a tutti i costi “assomigliare alle mistress tedesche algide” e si crede che gli ambienti tedeschi siano la rappresentazione del vero essere dominante…Ma perchè? Innanzitutto anche in Germania per chi non lo sapesse esistono le  gli studi, fetish, bizzare o clinical. Quindi anche in Germania altre parafilie oltre a quelle del sadomasochiste sono rappresentate, benchè in minima parte. La dominazione è tale in qualunque parafilia. E non è detto che debba possedere connotazioni sado.masochistiche per essere rappresentata. Inoltre ci si dimentica troppo spesso di una cosa. E’ fondamentale rapportare l’identitàche si va a sviluppare, nel contesto nel quale si vive. L’Italia è un contesto feticistico, bizzare, ma poco sado masochistico.Quindi come mai invece ha preso piede l’immagine della mistress o della prodomme sadica non empatica come modello di virtù dominante? Se è vero che la dominazione tedesca è intrigante perchè la domina coercitiva fa parte delle fantasie dei sottomessi tedeschi in un contesto in cui il masochismo in Germania è sviluppatissimo, ci si dimentica che in Italia ci sono in vero pochissimi masochisti. La cultura tedesca premia questo tipo di dominazione perchè gli sklaven tedeschi sono 90 su 100 masochisti. Ma qui in Italia è vera la percentuale contraria.
Detto ciò, spiego il taglio così fortemente culturale, ad ampio respiro ed educativo di Visconti Lab.E’ più di 3 anni dal 2007 che ho deciso di evolvermi in un percorso educativo che ritengo essere fondamentale per riequilibrare e riorganizzare la cultura parafiliaca italiana. Ed è’ stato di certo azzardato far emergere in una realtà ermetica e chiusa che ha adottato modelli di dominazione e sottomissione avulsi allo spirito italiano, il rispetto verso altre forme di dominazione disciplinaria; perchè tale mondo, ha non riconosce altre rappresentazioni di forme parafiliache se non attraverso atteggiamenti sadomasochistici. E ho trovato sottomessi che pur ammettendo di non essere masochisti, sono andai in crisi quando il mio modo di disciplinare in forma cos’ avanguardista ha fatto emergere queste realtà. Qualcuno addirittura si è interrogato se questa scelta importante e d’avanguardia avrebbe potuto essere considerato per me un rischio d’immagine… E la mia risposta è stata: “Ma di quale immagine si va parlando? Se io dovessi rappresentare l’immagine di una mistress bdsm, utilizzando i modelli attuali bdsmnon empatici va da se che risulterei in netto contrasto con ciò che promuovo. Ma quella immagine non mi ha mai rappresentato”. Solo che ci ho messo del tempo a maturare questa evoluzione interiore. Essere infatti consapevoli di non sentirsi bene nel modello proposto, rischiando di ritenersi non in linea con la filosofia bdsm come viene vissuta qui in Italia, mi ha messo in crisi, perchè non c’era una scelta alternativa da seguire. Ossia in Italia o sei come il modello propone o non sei una vera dominante. Anche se il concetto è sbagliato, trovandomi a vivere e a lavorare in questo contesto rischiavo di risultare tagliata fuori. Ma a volte bisogna sapere scegliere una posizione netta rispetto ad un’altra perchè sfuggire o temporeggiare è inutile. E io ho scelto il rispetto verso me stessa e le mie pulsioni, le mie inclinazioni, forte e consapevole delle esperienze maturate e della cultura che c’è al di fuori del confine che non è così’ restrittiva nè adulterata come quella Italiana. Ed ho scelto. Ho scelto di fare cultura parafiliaca. Ho preferito correre questo rischio, non sapendo dove mi avrebbe portato divulgando l’identità e la cultura parafiliaca vista diversamente. Quella cdsm. Il cdsm è una cultura a benefit di tutti. E sono soddisfatta di questo mio percorso benchè abbia fatto enormi sacrifici per poterlo divulgare. Ma ho scelto. Ho scelto di seguire l’etica, la morale civile e civica riportando in luce solo ciò che sono e che provo non rimanendo vincolata in filosofie che io non condividevo o che trovavo incomplete o inadatte al ruolo di una dominante empatica. La nascita del cdsm che ho inventato l’ho ritenuto un passaggio fondamentale. Non condivido il fatto che tutto il mondo femdom o maledom debba essere visto in Italia solo in chiave bdsm coercitiva; ossia che i dominanti o i sottomessi debbano rapportarsi tra loro sempre solo ed esclusivamente come forma di atteggiamenti coercitivi sadico-masochistici e non empatici. Ciò è limitante visto che esistono 200 parafilie e il sadismo e il masochismo sono 2 sole parafilie tra le tante. Perchè quindi trattare le altre 198 attraverso la rappresentazione di atteggiamenti tipici di sole 2 parafilie? E quindi mi sono chiesta qual’ era l’identità di chi sadico o masochista non è ma che è parafiliaco. Mi sono chiesta poi a che tipo di filosofia potesse appartenere visto che la bdsm nega il possesso di atteggiamenti non sado.masochistici. Anche un non sadico e anche un non masochista è parafiliaco. Ma cosa li rappresenteva?Ecco perchè è nata la filosofia cdsm che da un identità alle 198 parafile rimaste. E come la fornisce? Non solo insegnando sulle parafilie sul significato, i metodi, gli strumenti, gli approcci corretti, ma creando delle linee di sicurezza più etiche di quelle bdsm, educando sulla diversificazione e la legittimità di scelte di parafilie lecite rispetto a quelle illecite, attraverso l’educazione parafiliaca di singoli, coppie o adolescenti. La fornisce definendo la giusta collocazione tra i comportamenti sadici e i masochisti da quelli parafiliaci che non debbono assumere quelle connotazioni. Ma fatto questo la vera rivoluzione è stata quella di creare qua in Italia un modo di dominare diverso. La Disciplina.Ed ecco brevemente le differenze tra una Mistress Dominante bdsm e una Mistress Disciplinaria cdsm.

-La mistress bdsm domina.La mistress Cdsm Disciplina.
-La mistress cdsm insegna e guida . La mistress bdsm coercizza e obbliga.
-La mistress Cdsm ascolta ed entra in empatia apre un canale di dialogo.
-La mistress bdsm non comunica, ordina, obbliga, senza comunicazione celebrale.
-La mistress cdsm si relaziona e comunica in un rapporto bi direzionale.
-La mistress bdsm non si relaziona ma si esprime in un monologo uni laterale.
-La mistress cdsm si rapporta con la sslc, sano sicuro legale e consensuale.
-La mistress bdsm con ssc, sano scicuro e consensuale.
Questo a grandi linee è il CDSM che coerentemente divulgo sul mio blog, anche attraverso le regole deotologiche che una professionista dovrebbe comunque adottare per offrire servizi non solo di tecniche cdsm, ma anche bdsm e di meretricio tradizionale. Perchè cdsm, bdsm, o sesso tradizionale non siamo esenti dall’essere obbligati a osservare e fare osservare diritti e doveri medici, di privacy e legali. E colui o cole che non si sente rappresentato da questa filosofia, chi vorrebbe la dominazione bdsm monolaterale coercitiva, è senza alcun dubbio libero di cercarla altrove, come lo sono stata io e tutti coloro che si sentono rappresentati dal cdsm, perchè nel cdsm di certo non la troverà con quelle modalità che appare colludere con la disciplina empatica. Nel cdsm troverà di certo disciplina e fermezza, anche sado masochistica, bizzare, feticistica, dannunziana,clinical o estrema ma attraverso l’ascolto e l’educazione alla guida parafiliaca del sottomesso con l’empatia.

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avatar About the Author: Sociologa, giornalista e scrittrice.Studiosa e ricercatrice dei comportamenti parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave di disturbo in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, coaching, fondatrice dell'associazione VIVID a tutela delle vittime della violenza familiare, relazionale, professionale e domestica.Co-fondatore di You Coach Italia. Sensibilizzatrice su problematiche legate alle parafilie e ai comportamenti relazionali, sulla legalità e all'educazione civica e sociale. Presidente Alleanza Italiana. Segretario Nazionale SCSD.

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  1. avatar Eric scrive:

    Condivido quasi al 100%! Il BDSM fatto solo di coercizione ed obbligo senza empatia è senz’altro eccitante ed intrigante (almeno per come la vedo io) ma molto superficiale e (personalmente) non riuscirei mai a viverlo ad esempio in un contesto 24/7, come uno stile di vita continuo.
    Al contrario se vissuto con empatia può essere decisamente molto di più di un semplice ‘gioco sessuale’ per molte più persone che, come me, troverebbero bellissimo un rapporto sub-dom continuo che sappia integrare in sè non solo delle basse pulsioni sessuali ma anche elevati sentimenti che possono nascere solo da un rapporto di coppia in cui c’è una comunicazione reciproca e non da uno pseudo-rapporto unilaterale (e tutto ciò nonostante io, lo specifico, apprezzi il sadomasochismo inserito in un contesto di dominazione-sottomissione).

    Questo che tu chiami CDSM (e più in generale la rappresentazione di un Femdom/Maledom, più o meno sadomasochistico o meno che sia, legata al sentimento e all’empatia) è un qualcosa che andrebbe maggiormente diffuso!
    Sono sicuro infatti che tantissimi, che non desiderano essere sempre maltrattati insultati e frustati da mattina a sera, apprezzerebbero un rapporto di questo tipo!

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  2. avatar rosso cardinale scrive:

    CHE ALTRO AGGIUNGERE A CIO’ CHE LEI DOTTORESSA HA SCRITTO?LA SUA INTELLIGENZA ANALITICA E’ SOLO PARI ALLA SUA CAPACITA’ DI METTERSI IN GIOCO. ESPONENDOSI. E SOLO PER QUELLO BISOGNEREBBE APPREZZARE CI0′ CHE FA. E QUESTA SIGNORI E SIGNORE E’ VERITA’ ASSOLUTA, NON INTERPRETATIVA. RC

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