San Francesco, Freud, il sesso, gli immigrati, l’occidente cosa c’entrano? Ossigeniamo il pensiero e le realta’ sociali.

In questa metamorfosi di valori, il reporter Luca rivela un analisi coscienziosa e coscienziale degli atteggiamenti umani…..Gli stessi per ogni cosa anche per quelle ad occhio superficiale più diversificate. Siamo davvero così scontati?

Articolo by Luca.

Avete presente il film: “L’attimo fuggente”? Vi confido essere tra i miei preferiti. Chi di voi l’ha visto ricorderà la scena dove Robin Williams nella parte di un professore di letteratura, durante una  lezione, sale in piedi sulla cattedra e dopo aver chiesto ai sui studenti se intuivano il motivo di tale gesto, spiega loro: “… l’ho fatto per ricordare a me stesso di guardare sempre le cose da angolazioni diverse….”. Sui social-network, in televisioni, sui blog come il nostro, sui giornali … ma anche nei bar e nei luoghi di incontro in generale, negli ultimi mesi si discute sulla questione immigrazione.

E’ un fenomeno che crea timori, soprattutto in un presente nel quale altri problemi: crisi finanziari, disoccupazione e un generale senso di incertezza per il futuro, non sembrano dare adito a risolversi!!!Se mentre bevete un caffè in un locale pubblico osservate gli sguardi di chi dibatte con amici su questo tema, sarà difficile che scorgerete  l’espressione entusiasta di chi ha avuto un colpo di genio…. la soluzione!!! In realtà tutti ne ipotizzano alcune, tra cui: l’auspicio interventista del  Europa, il rimpatrio immediato, i permessi di soggiorno temporanei, o quella attualmente adottata dal governo, cioè organizzare dei campi di soccorso umanitario sulle coste del nord Africa per tamponare la contingenza; dalla quale molti prendono spunto per  una seconda soluzione nel  lungo termine, cioè aiutare le popolazioni africane ad industrializzare la loro terra al fine di creare posti di lavoro e ricchezza in loco.  Ma tornando al nostro caffè e agli sguardi che ci circondano, ci rendiamo conto che  tutti, in cuor loro, qualsiasi soluzione abbiano pensato, sanno che stanno ipotizzando il meno peggio, o il difficilmente realizzabile!

C’è un’altra caratteristica che accomuna tutte le potenziali soluzioni che ci affanniamo a trovare per far fronte al problema immigrazione. Infatti, se ci fate caso, tutte sono pensate dall’individuo che cerca di organizzare il mondo esterno, come se lui fosse un entità terza, al fine di tutelare la salvaguardia di tutto ciò che è preposto al soddisfacimento dei propri bisogni. Quanto appena scritto può sembrare avere una sfumatura polemica verso il genere umano, in realtà la mia è una affermazione puramente antropologica, infatti dalle origini della vita, dalle prime tribù, l’uomo, ma anche la natura in generale risponde a questa legge.

Nelle prossime righe, cercherò di stravolgere questa prospettiva, proponendone una nuova dove l’individuo non è più parte terza verso il mondo che lo circonda, ma diviene parte integrante, e da questa nuova prospettiva può nascere un differente modo di affrontare l’oggetto della nostra discussione.

La mia idea è di proporvi delle analogie tra il modo esterno e il nostro mondo individuale, per fare questo vi devo chiedere un po’ di pazienza, e di leggere cose che inizialmente e apparentemente non  avranno nulla a che fare con l’argomento immigrazione. Inoltre sono consapevole che alcuni ragionamenti che andrò a toccare saranno da alcuni di voi già conosciuti; pertanto mi scuso se vi risulteranno noiosi, mentre al contrario spero di essere abbastanza chiaro per chi ancora non li conosce.
Generalmente siamo portati a pensare che l’individuo è un’entità unica, la realtà non è questa e come leggerete più avanti non sono io a dirlo ma personalità storicamente autorevoli. Si può dire che in ciascuno di noi convivono più personalità! Prima di entrare in noiosi tecnicismi, vi invito a riflettere sul fatto che tutti noi, in differenti contesti per un medesimo argomento utilizziamo linguaggi differenti. La cosa potrà apparire naturale, in realtà ognuno di questi differenti linguaggi appartiene rispettivamente a ciascuna delle persone che convivono in noi.
Prendiamo un degli argomenti più discussi, il sesso! Sono certo che quando fate l’amore con la vostra dolce metà, difficilmente utilizzerete vocaboli come: vagina, cappuccio clitorideo, imene … oppure: pene, glande, solco coronale…. Al contrario sono certo che i vocaboli appena elencati li utilizzerete durante una eventuale visita dal vostro ginecologo o dal vostro andrologo di fiducia! Mi darete atto che sarebbe grottesco e anche poco efficace, che durante un rapporto sessuale si usino frasi del tipo: ” … amore, se vuoi e ti fa piacere indosso un profilattico al mio pene, e poi sempre se ti garba te lo infilo piano nella vagina…“, oppure: “… buon giorno dottore, come le ho accennato al telefono, ho prurito al cazzo, e mi è fastidioso scopare con mia moglie…” e ancora: “.. Buon giorno dottore, sono qua per una visita di controllo alla figa…“. Come avrete notato esiste un linguaggio detto -volgare- e uno -scientifico- e se usati in contesti sbagliati divengono ridicoli. Cosa ci induce con naturalezza ad usarne uno piuttosto che l’altro? La risposta è semplice, perché ogni contesto evoca entità differenti della nostra personalità, ed ogni entità ha un suo modo di esprimersi!.

E’ giunto il momento di dare un nome a ciascuno di questi personaggi che costituiscono la nostra persona. Il primo fu battezzato da Sigmund Freud INCONSCIO, ma per chi è appassionato di Guerre Stellari, lo conosce anche come LATO OSCURO, io personalmente preferisco un termine più contemporaneo, OMBRA! Freud individuò un’altro personaggio a cui diede il nome di IO (razionale e  cosciente). Da Jung (discepolo di Freud) ai giorni d’oggi sono emerseri altri attori della nostra psiche: La PERSONA, l’ANIMA (lato femminile del uomo) e l’ANIMUS (lato maschile della donna), infine il SE’. L’OMBRA e l’IO, nascono da una separazione di contenuti di cui alcuni li abbiamo fin dalla nascita (istintivi) e altri  (civili) che acquisiamo durante i primi anni di vita tramite l’educazione caratteristica del nostro contesto sociale (famiglia, scuola, religione…).

Alcuni di questi contenuti, a causa del raffronto con il nostro contesto sociale, divengono motivo di: sensi di colpa, vergogna, paura, disagio sofferenza. Ecco che la psiche, tramite un meccanismo di autodifesa, attua quanto Freud definì RIMOZIONE dei contenuti non accettabili, in quella area non consapevole, sempre appartenente alla psiche, che abbiamo chiamato OMBRA.

L’IO (cosciente) al contrario sarà recettore di tutti quegli aspetti generalmente considerati motivo di orgoglio, tra cui:giustizia, presenza, conoscienza…. e tutto quanto viene ben accettato   dalla società civilizzata.Se a questo punto tracciamo un profilo più approfondito degli attori che vivono nella scenografia della nostra psiche, ci rendiamo conto che l’IO essendo pieno di contenuti che costituiscono motivo di vanto del individuo rispetto alla società, e della sicurezza di se che ne deriva (le incertezze sono nell’OMBRA), diviene spesso eccessivamente supponente, arrogante, poco diplomatica e decisamente narcisistica! Per l’io tutto il mondo gira attorno a lui. Se gli uomini parlassero tra di loro tramite l’IO, avremmo una piccola guerra ad ogni angolo, il linguaggi dell’IO, può essere ben rappresentato dalla frase: “...IO ho ragione e basta!!!” (che di fatto usiamo in momenti di rabbia quando il nostro orgoglio -l’io- viene ferito). Per rendere più facile la convivenza sociale, ecco che nelle relazioni subentra un’altro attore. La PERSONA (spesso chiamata anche maschera) svolge una funzione di intermediario tra L’IO e la società, convertendo la frase dell’io in “… la mia opinione sarebbe che…” smorzandone così i toni in conversazioni dove lo stato l’emotività degli interlocutori è serena e aperta alla discussione.Al contrario nell’ombra c’è tutto quanto rifiutiamo, e ciò che si rifiuta è considerato brutto, perverso cattivo, incute paura e l’io, nella sua presunzione di bellezza e perfezione fa fatica ad accettarla! Ne è un motivo di vergogna, teme che la sua perfezione possa essere macchiata!  In realtà l’OMBRA ha una importanza determinante, infatti in essa risiedono i nostri istinti primari, se volete anche animaleschi! Per comprendere meglio torniamo al atto sessuale e scopriremo una delle più potenti e meravigliose magie insite in ognuno di noi. Quando un uomo e una donna sentono attrazione reciproca, la pressione sanguinea inizia ad aumentare, misteriosamente cresce il desiderio di stringersi l’uno con l’altra, il desiderio di baciarsi, di toccarsi, tutti questi movimenti diventano sempre più impetuosi, se ci fate caso il desiderio limita il controllo emotivo, e i nostro organi genitali si eccitano… A prova di ciò, rispondete a voi stessi alla seguente domanda: E’ l’io cosciente che provoca tutto questo? Nel senso …. siete voi con la vostra volontà che comandate al vostro pene di avere un erezione, nello stesso modo con cui decidete di fare un gesto ordinario come impugnare una biro? O accade tutto spontaneamente! Penso che converrete con me che non si tratta di un –gesto volontari-, ma istintuale. In realtà in alcuni casi per orgoglio di virilità, è come se l’io  volesse un’ erezione, e sono i casi in cui facciamo flop! La conoscerete bene come “ansia da prestazione” e accade quando la razionalità vuole controllare gli istinti. In realtà si ama quando  quelle forze primordiali ed istintive che sono nascoste nella nostra ombra esplodono,e sono talmente potenti che pervadono anche l’Io, in questo momento non direte certo frasi del tipo: “scusa cara ti sta piacendo?”, di fatto non vengono nemmeno pronunciate frasi compiute, ma suoni, gemiti al limite parole singole, perché questo è il linguaggio primordiale insito nell’OMBRA! Non è finita! Le vibrazioni emesse durante l’atto d’amore attraversano anche l‘ANIMA che le fa sue e col tempo le saprà trasformare in arte. Infatti anche l‘ANIMA ha un suo linguaggio, così durante l’innamoramento descriverà il sesso con frasi del tipo: “... il fuoco della passione che divampa tra due amanti...”.

Un’altra magia è compiuta, un atto apparentemente primitivo si trasforma in libri, dipinti, musica ed in ogni forma d’arte talmente potente da attraversare, tramite l’uomo,  i secoli e affascinando generazioni fino ai giorni nostri. A questo punto, l’IO pare essere il personaggio più negativo, in realtà anche questo attore della nostra psiche svolge un ruolo importantissimo, infatti senza questo antagonista, il prevalere dell’Ombra su tutta la nostra individualità farebbe di noi dei violenti violentatori!!! Si può dire che i valori sociali dell’Io bilanciano gli istinti dell’ombra! Ovviamente ci vuole il giusto equilibrio! Inoltre all’IO razionale dobbiamo tutte le scoperte scientifiche che caratterizzano il progresso della scienza in generale e della medicina.

Se ci riflette, presi singolarmente tutti gli attori della nostra psiche non trasmettono un immagine di totale positività: L’OMBRA pare primitiva, e quasi animalesca, l’IO presuntuoso e narcisista, l’ANIMA eccessivamente sdolcinata, la PERSONA insignificante.

Ciò che è importante capire è che quando questi interagiscono tra loro in armonia, misura ed equilibrio, sono capaci di trasmettere, come direbbero gli antichi greci, IL BELLO, non solo limitato ad un concetto estetico, ma globale!

Se ci riflettete, tutte le soluzioni proposte tra cui quelle discusse al bar mentre tranquillamente gustavate il vostro caffè, sono ad hoc per tutelare le paure dell’IO, che ha un, anche legittimo, rifiuto del caos, (se l‘IO è razionale, l’OMBRA è disordine). Questa mattina al telegiornale ho sentito che ad oggi sono sbarcati 24000 immigrati e ne stanno arrivando altri! Cosa può causare più sconvolgimento in una società civile se non 24000 persone senza casa e senza lavoro? Chiedere legittimamente, che l’Europa si prenda carico della sua parte di immigrati, non è la stessa cosa che diluire il problema e renderlo meno visibile ai nostri occhi? Come anche il rimpatrio, o l’idea di creare industrie nei paesi di provenienza!
Su questa ultima proposta, voglio dedicare un approfondimento. Quando si parla di esportare il nostro modello industriale nei paesi poveri, di fatto si sta ipotizzando di occidentalizzare l’emisfero sud del mondo. Nel merito ho una serie di domande da porvi, le stesse che hanno insinuato in me parecchi dubbi: Come mai in mille anni noi (l’occidente) ci siamo evoluti in un modo e altre popolazioni in un’altro? La risposta potrebbe essere legata alle differenti culture o tradizioni. Ghote, in un libro -il titolo è Viaggio in Italia- ipotizzò che le differenti mentalità tra il nord e il sud del paese (Italia), erano riconducibili alle differenze climatiche, infatti se al nord dovevamo accumulare le scorte di cibo per l’inverno, quindi gestire magazzini e commerciare tali beni, e nell’attuare tali pratiche abbiamo acquisito una forma-mentis per il commercio e l’imprenditoria, al sud la generosità della natura provvedeva tutte le stagioni a sfamare gli abitanti Chi riceve generosità è più propenso ad essere generoso, infatti non si può negare l’ospitalità e la munificenza delle popolazioni del sud, ma ovviamente come contro medaglia una organizzazione meno efficiente, e anche un po’ di pigrizia.  Arriviamo al dunque: E’ giusto pensare di occidentalizzare il sud del mondo, stravolgere culture che si sono formate in centinaia di anni se non millenni?
Se ci pensate, anche in questo caso, la soluzione di occidentalizzare il sud del mondo, non deriva altro che da una mentalità occidentale e vado oltre, è l’IO del Occidente! Se ci fate caso i connotati ci sono tutti.

1)      la PRESUNZIONE che il nostro modello di vita sia quello giusto (altrimenti perché suggerire di modificare quello degli  altri?). In un precedente intervento su questo blog ho scritto: “Ma per andare da loro ed insegnare come vivere, dobbiamo essere certi dell’ eccellenza del modello occidentale! Vi assicuro che io amo l’occidente!! Ma dobbiamo prendere atto che negli ultimi dieci anni, il nostro sistema qualche cedimento lo ha avuto. Si può anche affermare che il benessere del emisfero nord del mondo per molti casi si erge sullo sfruttamento del emisfero sud. Alcuni esempi: Pensiamo al minerale denominato commercialmente Coltan, di cui il 60% delle riserve mondiali sono in Congo, e che è indispensabile per la nostra industria elettronica! Provate a scrivere su Google: Coltan cellulari di sangue. Che poi non è niente meno della parafrasi del film Blood Diamone (Diamanti di sangue) altro esempio! Se non lo avete visto ve lo consiglio! Ovviamente, scontata la nostra dipendenza dal petrolio!!

Vi chiedo se sbaglio quando affermo che gran parte dell’economia (e quindi del benessere) del occidente si erge sul settore elettronica (necessità Coltan), sulla chimica (necessita di sintesi di polimeri e quindi di petrolio),  sulla necessità di energia (petrolio) ? Sbaglio quando affermo che il nostro benessere si basa sullo sfruttamento del sud del mondo! Con che faccia possiamo andare a insegnare loro a vivere!!??”

2)      l’ARROGANTE rifiuto di rinunciare a ridimensionare il nostro tenore di vita, infatti tutte le soluzioni emerse considerano un intervento sul mondo esterno, ma non accennano minimamente a valutare un cambiamento del nostro stile di vita.

3)      RIMUOVERE nel sud del mondo (rivedete il concetto di rimozione) ciò di cui ci vergogniamo e che ci provoca sensi di colpa. Pensiamo alla riduzione in schiavitù di popolazioni nere negli stati dell’ America del sud, tutto l’occidente è non è orgoglioso di avere combattuto e vinto la guerra di secessione, che ha dato libertà a questi uomini? Il concetto di schiavitù è o non è un termine che ripudiamo?  L’abbiamo eliminato? La risposta è No! L’abbiamo RIMOSSA? Se pensiamo al salario giornaliero di un operaio cinese, la risposta è si!  L’accettiamo perché non la vediamo, è nell’OMBRA del sud del mondo, lontano da noi e da i nostri occhi! Intuiamo qualcosa, ma preferiamo non prenderne coscienza!

Nel mio primo post ho parlato di un extracomunitari che trovo sempre fuori dalla banca, ed ho detto anche che generalmente quando esco da tale istituto sono abbastanza scoglionato: infatti dopo aver parlato col direttore di banca, delle convenzioni bancarie denominate Basilea 1, Basilea 2, Basilea 3 (se non le conoscete cercate su Google), della restrizione del credito alle imprese, pagato l’F24, consegnato il modulo 740 della dichiarazione dei redditi, verificati i mancati pagamenti dei clienti, messo 10 firme a foglio per dieci fogli inerenti la legge sulla privacy, presentato e commentata bozza di bilancio ecc. ecc una persona normale non può uscire di buon umore!!

Fuori trovo questa persona, che di tutto quanto ho appena elencato non sa nulla, ma la sensazione è che riesce a leggermi sul volto il mio stato d’animo, mi fa vedere i suoi libri sull’Africa (forse per vendermeli), ma mi parla anche dell’Africa con una semplicità rasserenante! Non so voi, ma io ho bisogno di quel paese, sento la necessità di visitarlo di ammirare quei paesaggi che fino ad ora ho visto solo in fotografie. Nel merito, vi invito a digitare su google, la parola –Namibia- e selezionare l’opzione immagini! Scoprirete paesaggi che sono l’opposto della civilizzazione dell’occidente, ma come in un rito sanno evocare e nutrire  i nostri istinti primari, perché l’Africa e di fatto una terra selvaggia.

Tramite una riflessione introspettiva, possiamo che dentro ognuno di noi esistono quei colori di una tavolozza, che se messi insieme in modo armonico ed equilibrato sono in grado di generare –il bello-!! Questi colori li ho chiamati:

-         IO, ma lo si può chiamare anche OCCIDENTE.

-         OMBRA, dove risiedono gli istinti primordiali e le forze per amare, che possiamo chiamare anche AFRICA.

-         PERSONA, i cosiddetti politicanti di tutti i governi del mondo.

-         Ovviamente gli unici portatori del ANIMA e del ANIMUS sono rispettivamente l’uomo e la donna.

Alla luce di queste considerazioni, siete ancora certi di voler occidentalizzare il sud del mondo?

Detto questo, ovviamente il problema immigrazione rimane! Ma che cosa è l’immigrazione? Nel nostro viaggio introspettivo dove la troviamo? E quali sono le cause?Non so chi di voi è religioso o chi ateo, in ogni caso non per motivi religiosi, ma per il significato simbolico che ne deriva, vi chiedo di leggere qui di seguito il racconto di San Francesco e il Lupo di Gubbio.

Francesco, giunto un giorno nella città di Gubbio, apprese con dolore che la popolazione era spaventata, a causa di un grosso lupo e feroce che si aggirava nei dintorni e faceva strage di animali e persino di uomini .Egli ebbe compassione di quella gente e, ispirato dal Signore, andò, solo ed inerme, ad affrontarlo. Quando la bestia gli apparve, si fece il segno della Croce e, tenendogli le braccia, disse: « Frate lupo, vieni qui da me; io ti comando da parte di Cristo che tu non faccia male né a me, né ad alcuno». Immediatamente il lupo si accostò a lui. La folla che spiava da lontano tra il fogliame, tratteneva il respiro, mentre Francesco, chinato sul lupo, così parlò: «Frate lupo, hai fatto molti danni da queste parti, assalendo le creature del Signore e persino gli uomini , fatti ad immagine di Dio. Per questo ti meriti la forca, come ladro e assassino. La gente grida contro di te e ti è nemica. Ma io voglio, o frate lupo, che si faccia pace fra te e costoro».Il lupo, come se comprendesse quelle parole, chinando il capo e agitando festosamente la coda, mostrava di accettare la proposta. Francesco allora, volle precisare bene l’impegno, e aggiunse: « Frate lupo, poiché ti piace fare e mantenere questa pace, io ti prometto di farti dare gli alimenti ogni giorno, finchè vivrai, dagli uomini di queste terre, sicchè non patirai più la fame». Il lupo, rizzandosi in piedi, alzò la zampa anteriore e, in segno di fede, la pose nella mano del Santo, che la strinse felice e sorridente, fra lo sbalordimento e le lacrime dei presenti.  Da quel giorno la bestia, ammansita, entrava nelle case e riceveva cibo abbondante.”

Il racconto del lupo di Gubbio, rappresenta tutto quanto già scritto introducendo un ulteriore elemento. Infatti abbiamo la città che rappresenta la civiltà, la foresta dove vive il lupo che rispettivamente rappresentano l’ombra e gli istinti, (il lupo è un animale selvatico per eccellenza), infine la popolazione che teme il lupo, come l’Io teme i contenuti dell’Ombra! E’ proprio a causa di questa paura, che il lupo viene emarginato e lasciato solo in cattività. A lungo andare, il lupo affamato si incattivisce e attua delle incursioni nel paese dove uccide animali e persone. Queste incursioni dal bosco alla civiltà della città, o dall’ombra al io,  in psicologia  possono essere definite PULSIONI AGGRESSIVE (in realtà esistono anche pulsioni positive es. la libido che permette l’eccitazione durante il rapporto sessuale)  e sono l’elemento nuovo che ho accennato precedentemente. Dal esempio risulta evidente che si hanno quando per paura, vergogna e narcisismo il nostro IO emargina eccessivamente l’OMBRA e i suoi contenuti! Questi in cattività si comportano come il lupo, generando  nei migliori dei casi qualche tic nervoso, oppure in casi estremi delle vere e proprie stragi familiari! Avete mai sentito al telegiornale notizie del genere: “Tizio ha massacrato tutti i suoi famigliari…. E poi si è suicidato” E durante le interviste del inviato di turno ai vicini di casa, o ai conoscenti sentire dichiarazioni di stupore come: “.. non capisco come possa essere successo … (Tizio) era un ragazzo tranquillissimo disponibile, non l’ho mai visto arrabbiato, mai una manifestazione di violenza…) !! Riflettete sul fatto che forse Tizio era troppo disponibile, forse un educazione eccessivamente perbenista e rigida gli impediva di dire no alla gente non per egoismo, ma per dare un po’ di spazio a se! Forse soddisfa le aspettative dei genitori e non le sue,  non aveva modo di assecondare i propri bisogni, forse non veniva considerato nei suo desideri…. SIA CHIARO, non voglio giustificare il gesto di Tizio, ma probabilmente in questi casi estremi in un certo istante il lupo di Tizio trascurato e tenuto in cattività per troppo tempo, ha raggiunto un tale livello di rabbia che è esploso, ha compiuto la strage, e dopo che si è sfogato è prevalso l’IO perbenista, che preso atto di quanto fatto, e che non poteva accettare, vivendo un vero e proprio trauma emotivo per la disperazione si suicida.

In tutto questo c’è un’altra analogia di immediata comprensione, le navi, o meglio le baracche galleggianti che partono dalle coste dei paesi del nord Africa, gli sguardi di chi vi è imbarcato, non trasmettono quel immagine di disperazione, di fame, a volte di rabbia di chi per anni non ha potuto soddisfare i propri bisogni primari, tra cui cibo, e libertà? Non sono analoghe a delle PULSIONI di disperazione che il sud del mondo manda al emisfero nord? Per ora sono solo messaggi di disagio, che all’occidente possono causare l’equivalente di qualche tic, ma se non sapremo coglierli e comprenderne natura e cause, la conseguenza potrà essere l’accrescere della disperazione di interi popoli che vivono nella povertà, all’ora a tutto questo la storia ha come soluzione l’equivalente della strage famigliare sopra descritta e si chiama guerra!

Mi chiederete, a questo punto, quale è la soluzione? A breve termine non c’è, l’esodo continuerà ad esserci! Ho prestato il servizio militare in marina, un giorno un collega chiede ad un ufficiale: “Ma quando si è imbarcati e il mare è grosso cosa si fa?” risposta “Soffri con il mar!!”. Questa è la risposta di un uomo che ama il mare, e ha messo in conto che amare non è sinonimo solo di momenti di felicità ma anche di sacrificio! Noi amiamo l’occidente? Amiamo il mondo? Amiamo il bello? A breve termine accettiamo il sacrifici che comporteranno questi sbarchi! A lungo termine, ridimensioniamo il nostro stile di vita riscoprendo i valori insiti nelle radici dell’occidente!!!

Da quanto scritto sopra, se ci riflettete la globalizzazione che ci stanno proponendo è una grande puttanata!!! Ma ora sono un po’ stanco… lascio a voi la parola!!

Un saluto e a presto!Luca

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Filed Under: FeaturedLA SOCIOLOGA RISPONDE

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avatar About the Author: Sociologa, Coach, Giornalista e Scrittrice. Studiosa e ricercatrice dei comportamenti sociali e parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave deviata in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, Presidente Nazionale di Alleanza Italiana, Fondatore del gruppo Alleanza.

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  1. avatar nicole scrive:

    [...] Articoli ben scritti e pieni di idee quindi lei asserisce che un adulto si può permettere di guardare ma essendo adulto deve avere la capacità di controllare i suoi ormoni? [...]

  2. avatar Majo scrive:

    Luca, ho in parte replicato nel post precedente, ma prometto di tornarci anche qui ok?

    Un saluto e grazie di questa splendida riflessione
    Majo

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