Possono le parafilie aiutare nella vita di tutti i giorni? Si. Soprattutto se slave.
By Elisa Visconti on mag 06, 2011 with Commenti 10
Possono le parafilie aiutare nella vita di tutti i giorni? Fornire autostima? Capacità di auto determinazione? Può la realzione parafiliaca, il bdsm, il cdsm fare emergerle e fornirci la forza di farci valere?
- Si, se vengono vissute in modo costruttivo.
- Si se si possiede di base un equilibrio enorme ed un carattere forte.
- Si se si ha la fortuna come slave di avere affianco una persona che educhi e insegni nel cdsm.
- Si se ci si conferiscisce già autostima e un identità chiara e dignitosa.
- No e giammai se si usa la subalternità come metodo per denigrare e punire un’incapacità sociale derivante dalla carenza di autostima.
- No se non le possediamo.
Gentile Dr.ssa Visconti,
in passato hai pubblicato una mia lettera da cui è nata una discussione interessante. Spero che anche questo di cui desidero parlarti lo sia altrettanto. Desidero parlarti della mia esperienza con il bdsm, in particolare con la dominazione psicologica. Ti occupi di un tipo di dominazione mentale che, nella mia ignoranza in materia, definisco “buona”, ovvero all’interno di un gioco che segue regole ben precise che non pregiudicano il rispetto fra individui. Ciò che caratterizza in molti dei rapporti interpersonali di vario tipo (a partire da quelli familiari fino a quelli più estesi) è proprio l’esistenza di una dominazione psicologica che non ha niente a che vedere con il gioco (e tutto quello che il gioco comporta), ma finalizzata alla sottomissione tout court del soggetto. Prestarsi alla dominazione “buona” mi ha permesso in passato di scatenare la mia fantasia sessuale che, a sua volta, ha liberato in me una capacità di riconoscere situazioni a rischio e una volontà di liberazione da determinate costrizioni che stavo e che sto tutt’ora vivendo. Liberazione tutt’altro che facile e indolore!!! In un certo senso prestarsi ai giochi bdsm è stato un modo di simulare situazioni che poi ho imparato a riconoscere nella vita c.d. reale, ma mentre nel “gioco” provavo piacere nel subire umiliazioni, nella realtà ho imparato (meglio dire, sto imparando…) a ripudiare la sottomissione. Con questo lungi da me affermare che il bdsm funziona in assoluto come cura e si dovrebbe sostituire alla psicoanalisi, agli psicofarmaci o altre forme di terapia! Sto solo esponendo la mia personale esperienza che è estremamente soggettiva. Se qualcuno (paradossalmente, scusa ma mi esprimo spesso per paradosso) ottiene lo stesso risultato con qualcosa di più semplice che inscenare una dominazione psicologica, magari facendo una corsa al parco la mattina che lo scarica da ogni tensione, molto meglio per lui! Per la mia esperienza, inoltre, è molto più facile essere sub che dom. Dominare richiede maggiore complicità con l’altra persona e una capacità forse innata di saper creare questa complicità. Saluti, Letizia
Cara Letizia,
mi fa piacere che hai voluto condividere con noi questa tua esperienza. E sono così entusiata della tua mail da volerti dedicare un intero articolo. Innanzitutto non devi assolutamente scusarti con nessuno. Ne con me ne con altri. Non devi scusarti su come scrivi, né so cosa scrivi né sul fatto che credi di non conoscere o di utilizzare termini appropriati. E credo che il tuo nodo da sciogliere sia proprio li. La scusa. Perché lo dovresti fare? Scusarti per cosa? Da come ti esprimi mi pare di capire che sei una persona che per natura ama l’armonia e l’equità. Di contro se l’ambiente che frequenti ti è ostile ne soffri incredibilmente e devi trovare il modo di sistemarlo. Ci metti tutte te stessa per farlo, medi, comunichi, cerchi di capire. Tu si che sai entrare in empatia negli altri e addirittura sei disposta a modificarti affinchè tu possa trovare un modo per comunicare ciò che non comprendono. Sei talmente brava a calarti in empatia da essere riuscita ad utilizzare la parafilie a scopo propositivo e terapeutico. Fantastica! Se fossero tutti come te….la comunicazione sarebbe non semplice…
di più. Perché ognuno cercherebbe il modo più corretto per comunicare parlando il linguaggio dell’altro affinchè capisca. Ma non è così. E nonostante tu ti sfianchi di complicità verso gli altri, ciò non basta. E ne rimani delusa, rabbiosa, magari ti senti a volte pure in colpa, per avere omesso un dettaglio, e ci riprovi. Ma non potrai mai farcela Letizia, e non certo per colpa tua. Anzi, hai sprecato energie per cercare di arrivare ad un obbiettivo che è impossibile da raggiungere tout court
. Farsi vedere come siamo. Farsi rispettare per ciò che siamo. Quello capita solo se noi ci amiamo. Se noi ci rispettiamo, se noi percepiamo adeguati anche con i nostri errori. Ed è tutt’altro che tout court, ci vogliono anni di stima per se, amore per per se e un sano narcisismo. E nel tuo caso come ti percepisci tu? Inadeguata. Buona solo per essere slave. No Letizia, non potrai mai controllare la mente altrui. Per quanto tu possa essere ben disposta e sacrificarti sino allo sfinimento, non potrai mai obbligare qualcuno a cambiare modo di porsi, di pensare, teorie o mentalità che ti riguardano, anche se sono opposte alla realtà. Gestire questo quando queste persone non sono parte integrante della nostra vita è semplice, basta girare i tacchi. Ma come fare quando ci si trova a cozzare con loro ogni giorno? Quando magari queste persone sono mamma, papà, il fidanzato o il capo ufficio? Ancora peggio se è un figlio? Innanzitutto bisogna scrollarsi di dosso il senso di colpa. E tu ne sei piena. Il solo di fatto di vederti inadeguata come ruolo di dominante mi fa propendere nel teorizzare che è così perché temi di non riuscire a gestire le situazioni come vorresti che siano e quindi temi di soffrire dei risultati che esse potrebbero determinate. Quindi anche nel BDSM o nel CDSM preferisci subirle. Perché da una parte ti auto punisci per ciò che credi sia una tua responsabilità. L’incapacità di poter cambiare le cose. E dall’altra ti sgravi di responsabilità per proteggerti perché ti senti inadeguata. Ma non si può cambiare la testa delle persone, nemmeno con la sega elettrica
. Perfino fatti oggettivi e inequivocabili, vengono interpretati in modo diversi. Perché siamo xmila teste pensanti e ogni testa contiene xmila modi di porsi in continuo mutamento tanto a volte si sembrare incoerenti con noi stessi. Se dovessi farti analizzare una macchia di rochard vedresti cose diverse dalle mie al 100%. Anche se io credo di essere stata una delle poche che vede solo schizzi d’inchiostro J. Perché l’interpretazione della realtà è data dalla sommatoria del dato oggettivo analizzato nudo e crudo, delle emozioni con la quale si vede in quel preciso momento che è diversa da quello magari di tre ore prima, delle aspettative che abbiamo, dalle paure, dalle precedenti esperienze, dai pregiudizi, dal fatto che magari fisicamente siamo mal disposti o ben disposti, infine dal nostro carattere, dalla contaminazione di eventi esterni, come un fastidio, un suono, la psicologa che ce la fa vedere che ci sta sulle scatole
. Pensa quindi quante combinazioni diverse possono cambiare l’interpretazione di un fatto apparentemente oggettivo persino nella stessa persona. Non a caso capita che lo stesso fatto la medesima persona lo avverta diversamente in moneti diversi. Come quando litigi con il ragazzo. Prima lo odi da morire e sei certa di avere ragione, poi però forse…. Fino a che magari dai tutto il torto a te stessa. Questo succede perché lo stesso fatto accaduto lo hai vissuto e rivisto in momenti diversi. Quindi figurati Letizia. Come è possibile che le persone vedano noi stessi e ciò che diamo, che è oggettivo, come ognuno di noi vorrebbe sia vista. Non è possibile ciò, ne è possibile fare loro cambiare idea. L’idea è individuale. Se trovi persone che ti stimano o che ti apprezzano lo fanno a prescindere che tu le possa condizionare o meno. Sai quanti serial killer ricevono lettere d’amore? O quante persone buone e sante sono state odiate e uccise? Com’è possibile? Perché il buono e il cattivo è oggettivo. Ma l’interpretazione è soggettiva. Vedi, io sono per natura molto razionale. Se il bicchiere è mezzo vuoto è mezzo vuoto. Non può essere pieno. 1+1 per me sarà sempre uguale a 2. Il nero è nero, il bianco è bianco il grigio è grigio. Mangiare salame e formaggio tutta la vita farà sempre male. Tradire la propria compagna è sbagliato perché lede un principio. Picchiare i figli perché non si è capaci di comunicare anche. Il sole è una stella e non un pianeta. Chi esce con 30 e lode è perché ha studiato (lasciando perdere i vari clientelismi). Chi si allena in una disciplina è destinato a arrivare a risultati eccellenti. Chi mangia e dorme no. E così discorrendo. Eppure, su fatti inequivocabilmente veri c’è chi darebbe delle proprie interpretazioni oggettive. Quindi che fare? Ignorare? Tagliare i ponti? Fregarsene? Odiare? Assolutamente no. Perchè non siamo di roccia, e le interpretazioni sbagliate ci faranno sempre male. Ma vanno prese come sono. Ossia sbagliate.
- Non devi perdere tempo a cercare di convincere gli altri che hai valore e sbagliano; perchè non riconosceranno mai un errore ciò che credono sia giusto lo comprendi?
- Tu dovresti imparare a riconoscerti di valore e cercare chi con te lo condivide.
- Devi imparare a darti un tuo valore, ad amarti e a riconoscerti non come oggetto, o un tramite, o come colei che deve cambiare la mentalità altrui per avere rispetto e riconoscenza.
- Tu per prima te le devi riconoscere a prescindere dei giudizi degli altri, anche se fosse quello dei tuoi stessi genitori.
Perché le persone che ci sono vicino troppo spesso ci amano e ci ostacolano per ciò che loro vorrebbero che noi fossimo. E non per ciò che siamo. Ma di contro ne converrai che tale meccanismo è lo stesso pure per noi. Anche noi dovremmo amare gli altri per quel poco che ci danno e comprendere la loro limitatezza senza doverla per forza cambiare perché ci fa male. Per fare ciò bisogna essere forti con se stessi, amarsi per i propri pregi e perdonarsi per i propri difetti. E rispondendo alla tua domanda in realtà fare lo slave è un mestiere ancora più difficile credimi che fare il dominante. Perché lo slave non è colui che subisce e basta. Quell’ immagine è errata, come è errata l’immagine del dominante che ordina. Lo slave vero, ha il compito di possedere enorme equilibrio, massima coerenza e disciplina, rispetto, stima, riverenza, capacità di comunicazione empatica per prima con se stesso ed è molto esigente non si dona a chiunque perché sa di avere un valore aggiunto. Ecco perché io non disciplinochiunque ma faccio una rigorosa e minuziosa selezione. Esigo persone equilibrate e forti. Ti rendi conto ora di quanto è difficile ciò che all’inizio ritenevi facile? Quindi se veramente ti reputi slave, non lo devi essere perché ti senti inadeguata nel ruolo di colei che sa gestire e quindi ti limiti a subire le decisioni altrui. Già lo fai nella vita. Lo devi fare mettendo in moto tutto ciò che ti ho scritto antecedentemente innanzitutto amandoti, rispettandoti e dandoti massima dignità. Perché anche tu puoi e devi decidere chi fa con te, come e cosa. Non sei carne per tutti. E questo è riconoscerti un valore. E sarà fortunato quel dominante che come slave avrà una persona forte e non debole. Questo letizia è vero CDSM, e se del CDSM saprai raggiungere questo scopo, anche nella vita le mosse altrui non ti faranno poi cos’ tanto male. E di certo non ti abbasseranno d’autostima.
- Infine, lo spunto di riflessione che ti rilascio è quello di smetterla di lavorare sugli altri, cercando metodi impropri per trovare la forza di farlo. Inizia a lavorare su te stessa. Convoglia le tue energie, e ne hai moltissime, per maturare in te la consapevolezza che non ti devi scusare perché ti senti inadeguata; che anche se usi termini inappropriati non sarai mai un profeta so tutto e che quindi sempre prima o poi sbaglierai, pazienza. Impara che l’errore non è negativo, è la partenza per imparare qualcosa che non dimenticherai più. Lavora sulla tua autostima e non certo facendoti soggiogare come sub per una finta terapia BDSM.
E se vorrai fare un percorso di autostima che ti liberi e ti rassereni contattami pure sul form contatti. Un caro saluto.
Dr.ssa Elisa Visconti
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About the Author: Sociologa, giornalista e scrittrice.Studiosa e ricercatrice dei comportamenti parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave di disturbo in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, coaching, fondatrice dell'associazione VIVID a tutela delle vittime della violenza familiare, relazionale, professionale e domestica.Co-fondatore di You Coach Italia. Sensibilizzatrice su problematiche legate alle parafilie e ai comportamenti relazionali, sulla legalità e all'educazione civica e sociale. Presidente Alleanza Italiana. Segretario Nazionale SCSD.
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Ogni cosa innata che viene repressa per un pò di tempo può rimanere quasi sopita, in modo latente, come se venisse bloccata. Poi in un certo momento nella vita, per cause del tutto circostanziali riesce e se non è stata capita, elaborata, fa solo danni.Quindi, caro Brandy ciò che dovresti fare è : Innanzitutto toglierti dalla testa che quello che hai è un problema. Le parafilie sono delle inclinazioni comportamentali istintive, se tu hai un problema io che ne sono una esperta cosa ho?Secondo, se credi sia un problema, forse dovresti analizzare quali sono le tue inclinazioni. Dal commento non ho capito nulla. Mi parli di femdom ma tu cosa intendi per femdom? Perchè negli anni ho potuto verificare che spesso si chiama in un determinato modo qualcosa che ha tutt’altro significato. Il femdom è un atteggiamento con il quale si gioca al ruolo di sottomesso e dominante utilizzando delle parafilie. Intendi quindi che sei un sottomesso? Un dominante? O per femdom intendi erroneamente sadomaso e quindi sei un sadico od un masochista? Troppo generico per rispondere. In ogni caso il consiglio che ti do è questo. Ammesso e non concesso che tu voglia reprimere qualcosa, prima di farlo cerca di capire cosa è, con cosa hai a che fare, se ha un origine comportamentale o di altra natura….. Solo allora potrai obiettivamente decidere ma prima di decidere devi capire, e se vuoi una mano, puoi fare consulenza con me. Grazie. Elisa.
Scusa dottoressa visconti io avrei un problema bello grosso..vede io sin da piccolo sognavo esperienze femdom anche se non mi rendevo conto di cosa fossero…poi a 18 anni dopo che mi sono lasciato con una ragazza ho riscoperto questo mio aspetto inconscio che voglio cercare di reprimere perchè mi da fastidio e anche perchè non posso esprimerlo e mi fa sentire diverso…che devo fare??
Letizia, tra le cose che faccio a volte insegno a studenti universitari..
E ti assicuro che è vero, stando con loro si impara eccome..
A parte questo, per l’insicurezza, avere il coraggio di guardarsi in faccia senza mentirsi è il modo migliore per fare passi avanti..
Non è facile, è più facile autocostruirsi l’immagine del perdente o de superman, ma è la via giusta..
Un abbraccio!!
Majo
Grazie Majo per l’incoraggiamento!
Comunque da ciò che scrivi non sembri così insicuro, o almeno ammetti di esserlo e sei capace di riconoscere le persone che si vantano soltanto per nascondere la loro insicurezza.
Stando a contatto con i giovani per lavoro, mi rendo conto che loro sono più capaci di individuare questo tipo di atteggiamento. Noi adulti pecchiamo spesso o di vanità o di mancanza di autostima, ed avremmo forse bisogno di lezioni di umiltà proprio da loro.