Legge bavaglio? Si, io concordo.
By Elisa Visconti on ott 06, 2011 with Commenti 24
Legge bavaglio? Eppure io la trovo corretta… Persino Budapest ha decretato la sua… eh no, non è solo come si suole dire, una “manifestazione” tutta Italiana. Diciamo invece e soprattutto ammettiamo, che in Italia, siccome la legge è stata decretata da un “governo scomodo” rappresentato da un capo del consiglio che risulta essere ” indignitoso” agli occhi odierni, la legge è diventata la spina nel fianco. Sarebbe stato lo stesso se l’avesse approvata un governo di sinistra? Permettetemi il dubbio. E chi vi scrive non lo fa perchè pro Berlusconi. Impariamo però ad essere obiettivi. In questi giorni campagne informative in rete si rimbalzano in calderoni di confusione estrema. E’ l’esercito degli anti legge bavaglio, che scrivono che tale legge ucciderebbe l’informazione. Ma mi chiedo, la conoscete bene? Avete letto i contenuti? Si inneggia al disfattismo democratico. Ma nel contenuto, tale legge non parla assolutamnete di censura, bensì di regolamentazione del sitema mediatico. Due cose diverse, se permettete. Eppure ci si dimentica, o fa comodo dimenticare che spesso le notizie fasulle, le diffamazioni, l’uso strumentale di notizie tendenziose viaggiano in rete e non proprio grazie all’abuso degli strumenti telematici, informativi e media. Concordo che la censura sia assurda, anche se in certi casi io ritornerei a censurare certe notizie o certe porcherie, ma anche il troppo libertinaggio e l’anarchia informativa di usare notizie spesso fasulle e tendenziose e diffamatorie contro qualcuno pur di parlarne è errata. Se tu, proprio tu che leggi, cadessi vittima di qualcuno che per X motivi decide di infangare il tuo lavoro, la tua persona, la tua dignità inserendo recensioni negative fasulle o articoli che già ti vedono condannato tu che faresti? Attualmente nulla. A parte scaldarti e dare fuori di testa. Perchè se prendi un’ avvocato per cercare di scoprire chi c’è dietro un avatar anonimo o per denunziare una testata, caro mio stai fresco! Passano anni. E di certo la polizia postale non si scomoda per una denuncia di diffamazione. E visto che non puoi agire su chi le inserisce, credo sia doveroso poter agire direttamente laddove sono pubblicate… le notizie false, s’intende. Perchè sai ora che succede? Succede che se fai una segnalazione al sito X, o al giornale Z chiedendone la rimozione, stai fresco di nuovo. Perchè non vieni nemmeno considerato; perchè i siti rilegano la responsabilità all’utente che le ha inserite e i giornali nemmeno ti rispondono, è loro diritto informare, dicono… Informare si, diffamare no. E poi sai bene…. il pettegolezzo fa odience no? E il gusto del pettegolezzo è lo sport più amato dagli italiani, purtroppo. La morale? Il sito o il giornale non toglie la notizia, l’utente o il giornalista non potrai quasi mai sapere chi è e soprattutto perchè sembra ce l’abbia così tanto con te che nemmeno ti conosce, e di certo dimentica che un giorno si ravveda e la tolga…. E il tuo lavoro o la tua reputazione vengono danneggiati. Anni di sacrifici, buttati alle ortiche. Ma mica per colpa tua no, per la pressione mediatica. Non solo; devi perdere tempo ed energie a dimostrare che ciò che è scritto è completamente infondato. Devi tu, il diffamato, dimostrare che sei innocente. Innocente e vittima. Vittima di chi? Di un molestatore o un mitomane di certo, ma del sistema a maggior ragione. Sistema che oggi tutela chiunque si arrochi il diritto di pubblicare notizie false e non tutela la vittima. Che strano mondo al contrario.... Forse la legge Bavaglio andrebbe leggermente ritoccata per evitare poi di cadere nell’uso strumentale del non fare pubblicare la verità e di certo non deve diventare una censura preventiva che risulta essere anti costituzionale Art. 21. Ed è probabile che come ora accade, qualcuno la utilizzi in modo opposto per cercare di strumentalizzare certe notizie. Ma ciò che rimane certo è, che attualmente, manca un controllo. E i media sono diventati il Quarto Potere nel bene ma anche nel male. Gli equilibri come sempre sono difficili da perseguire. Ma al di la di ciò, non trovo affatto corretto lasciare andare le cose così come stanno andando ora e ostacolare delle corrette limitazioni. L’ abuso del giornalismo, e parlo di abuso ossia di coloro che attraverso la stampa distruggono onorate carriere senza notizie vere o fornendo notizie tendenziose, in casi estremi s’intende dovrebbe essere considerato un reato penale, perchè è in fin dei conti la risultante di una diffamazione continua profonda e lesiva nei confronti della vittima che perde non solo dignità, ma anche salute, lavoro, famiglia , amicizie in certi casi. Inoltre io la considererei un aggravante. Abusare di un mezzo pubblico per scopi personali non è un aggravante? Sono certa che le vittime di stalking telematico e mediatico sono migliaia e sono certa che plauderanno a questa azione. La notizia, la recensione dev’ essere democratica, basata su fatti certi e non manipolati e soprattutto mai lesiva. Invece oggi è diventato anche uno strumento bieco e falso utilizzato per danneggiare altrui persone. Ma perchè i giornalisti si scandalizzano tanto nel dovere rendere conto delle loro notizie? Se scrivono fatti reali e dimostrabili cosa dovrebbero temere da questa legge che punisce solo gli abusi? Riflettete prima di schierarvi… Meglio essere uomini pensanti che percore alla deriva.
Ecco la legge:
Nella sostanza, restringono o meno l’obbligo di rettifica per i siti giornalistici o per tutti i siti web. Ma non per i blog non giornalistici.
- Questo il comma 29 secondo l’emendamento approvato: «Per i siti Internet che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e registrati ai sensi dell’articolo 5, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».
Il PARERE: Quando l’anarchia informativa della notizia a tutti i costi, oppure il pilotare strumentalmente notizie fasulle prevarica il diritto umano e la dignità delle persone coinvolte ciò è sbagliato. E’ sempre sbagliato. Ciò non è più notizia ma è ledere i diritti altrui. E’ diffamare, è molestare. La notizia dev’ essere vera, efficente dare valore aggiunto e soprattutto essere costruttiva. Se la Legge Bavaglio obbliga ai siti di togliere una notizia dichiarata illegittima e tendenziosa, perchè si grida alla censura e non al riequilibrio del diritto? L’espressione giornalistica e di parola e scritta deve rimanere un diritto ma tale diritto non deve diventare abuso.
Dr.ssa Visconti
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About the Author: Sociologa, Coach, Giornalista e Scrittrice. Studiosa e ricercatrice dei comportamenti sociali e parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave deviata in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, Presidente Nazionale di Alleanza Italiana, Fondatore del gruppo Alleanza.
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La libera stampa è un nostro diritto ma insultare non è un diritto io sono per la censura!!
concordo con l’articolo. Ma il problema più grosso è che chi dovrebbe vigilare sulla riservatezza e custodire il materiale distruggendo quello che non ha relazioni con l’indagine. Se non si punisce duramente che divulga tutto quello che viene intercettato, non si otterrà nulla! Il giornalista se ottiene materiale che comunque può suscitare interesse, lo pubblica, inutile porsi problemi di privacy o etica. Bisogna impedire che il materiale privato circoli liberamente. Del resto, è molto più facile riempire i giornali con pagine di intercettazioni che con articoli scritti “pensando” a cosa dire e come dirlo. Ben venga la legge!!!!!!
La denuncia a mezzo stampa dei misfatti e delle irregolarità è il più efficace mezzo per garantire la trasparenza. Essa non può essere limitata in alcun modo senza vanificare questa sua attitudine. Esistono già gli strumenti legali per difendere il cittadino dagli abusi e dalle diffamazioni e sono strumenti “garantisti”, come è obbligatorio che sia nel rispetto della libertà di opinione e di stampa.
Leggete la notizia qui sotto.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/10/news/trojan_germania-23011180/
In Italia avrebbe potuto transitare sui media? Ora probabilmente si, ma dopo l’approvazione del DDL, pur con emendamanti “salvarete”, gli “attivisti” sarebbero stati obbligati a smentire le loro affermazioni e la notizia avrebbe potuto essere pubblicata sui media tradizionali solo previo consenso dei loro lottizzatissimi direttori, quindi molto probabilmente “insabbiata” a causa della sua “inverificabilità” che avrebbe messo a rischio carcere i giornalisti autori di articoli a riguardo.
La garanzia di trasperenza della rete è questo: se c’è un fatto rilevante, la rete ne parla e la stampa mainstream non si può esimere dal trattare la notizia, pena la perdità di credibilità e lettori.
Ma che succederebbe se la rete fosse “inibita” e non funzionasse più da cassa di risonaza per le notizie e se il giornalista fosse considerato “responsabile” penalmente delle notizie trovate in rete?
Noi continueremmo ad essere spiati nel nome di una democrazia di fatto defunta e chi sta nella stanza dei bottoni continuerebbe a commettere abusi sicuro dell’impunità.
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…”
L’arbitrio che oggi si pretende di usare per tappare la bocca agli altri è percio’ la gomma in punta di matita, che adesso si adopera per cancellare la libertà di espressione e che un domani potrà essere usata per cancellare pure la vostra…
Percio per me la pietra miliare rimane….:
« Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances. »
“………non promulgherà leggi che …….. limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti..”.
Esiste già una legge che condanna chi diffama, anche a mezzo stampa.
Per la privacy basta ed avanza, non occorre censurare, perchè si sà come comincia ma non si sà come finisce……quasi sempre molto male.
La cosa più preoccupante è quando prende come esempio l’Ungheria. Se ne parla poco, in effetti , ma in quel Paese è in corso una svolta autoritaria molto pericolosa, con relativo corteo funebre,con bandiere e autorità e ex camicie brune, a un vecchio criminale di guerra, autore di stragi contro ebrei, zingari e dissidenti. Un nazista insomma…..
Possono scrivere solo articoli che piaccioni alle autorità che esercitano un controllo preventivo e fanno licenziare chi non si..inchina.
Gli ex perseguitati dal regime comunista, stanno già chiedendo aiuto alla UE, ma per ora nessune ne parla. Forse siamo troppo impegnati a salvare l’economia?
Questo è il Governo che vige in Ungheria.
Veramente si paragona a quel Governo?
Grazie e cmq buon lavoro.
errata: sono 48 ore non giorni