Linguaggio politico. Qualcosa da imparare per evitare di essere condizionati.

Negli ultimi tempi  parole come Spread, Spending Review, sono entrati nel comune linguaggio cittadino. Ma pochi sano che esiste una vera e propria codifica del linguaggio che è il learning  alla Comunicazione Politica. Da secoli la comunicazione politica si è modificata in base al tipo di caratterizzazione che si è voluta dare alla costituzione di un proprio movimento. Infatti, i popoli si identificano e si caratterizzano nei leader che lo rappresentano.Ma perchè è basilare conoscere il linguaggio politico? Per tre motivazioni:

  • Perchè esso supporta la propaganda
  • Perchè conoscendo il linguaggio possiamo capire la personalità di chi lo evidenzia
  • Perchè conoscendo il linguaggio sappiamo  a chi ci staimo affidando

E’ fondamentale infatti capire il “politichese”. Ciò ci permette di comprendere come parlano le istituzioni, a cosa loro anelano, che valori hanno a quale modello si rifanno  rendendoci poi conto che in termini popolari, parlano esattamente di ciò che già noi conosciamo e non sempre ci piace. Elisa Visconti


Linguaggio e politicaHarold Lasswell

Secondo Harold Lasswellil linguaggio della politica è il linguaggio del potere, il linguaggio della decisione. Fare politica in questo senso “è un esercizio di persuasione, è una negoziazione verbale, un’interazione di natura contrattuale dove può determinarsi cooperazione oppure competizione” (Lasswell 1979). Allo stesso modo Edelman sottolinea che il linguaggio si definisce “politico” non perché usato dai politici, ma poiché è il linguaggio attraverso cui si esprime una relazione di potere. “La politica imprime al linguaggio delle caratteristiche specifiche che lo qualificano per l’appunto come politico” (Edelman 1976) .

Edelman sostiene che il linguaggio politico è la forma di comunicazione più persausiva che esista. Partendo dalla comunicazione del totalitarismo portata avanti da Mussolini, la fisicità e la gerarchia totalitaria erano evidenziate da comportamenti specifici rigorosi e rigidi. Alla lega che nel linguaggio della crisi si esprime attraverso il lessico del “nuovismo”, in quanto rovescia il contenuto delle parole vecchie, per cui quando si dice una parola si deve intendere il suo contrario, come nel caso del “federalismo”, che nel linguaggio leghista è servito ad indicare, in un primo momento, “secessione”. Anche Berlusconi ha reinventato il linguaggio politico dando una forma altezzosa- goliardica e baldanzoso, che aveva il compito di alleggerire ” il peso popolare” rendendolo più raggiungibile.


Comunicazione politica e linguaggio politico

Nel learning della comunicazione, interrogarsi sul linguaggio politico, vuol dire interrogarsi sulla natura dei rapporti tra i politici i media e i cittadini ; che sono sempre impegnati nello scambio delle risorse simboliche del linguaggio. Infatti mentre il politico le profila, i media li riporta (spesso strumentalizzandoli) il popolo li subisce. Ma cosa sta succedendo in questi ultimi anni? Una grandissima controtendenza. Infatti se nel linguaggio politico della prima e seconda repubblica il popolo subiva passivamente, ora il popolo è diventato l’attore principale. I NEW MEDIA infatti hanno fatto si che lo scambio di comunicazione sia non solo in tempo reale ma fatto con persone che non necessariamente fanno parte delle proprie cerchie. Questo favorisce uno scambio veloce e smodatamente amplio di concetti ed informazioni che l’utente non avrebbe mai potuto conoscere. Se è vero che in questo passaggio convulso di informazioni tutti stanno imparando a masticare concetti  e parole astruse, è pur vero che la maggior parte non sono veritiere nè approfondite e la comunicazione diventa molto superficiale. Insomma prima si sapeva poco e bene ora molto e male. Ma nel caso del linguaggio politico, visto che la politica, il voto, la governance del paese è una nostra precisa responsabilità esso dovrebbe essere studiato ed imparato a scuola come materia obbligatoria. Nel frattempo che aspettiamo questa rtiforma possiamo goderci questo sunto di comunicazione politica.

Ogni linguaggio politico ha un suo stile che punta ad un suo preciso obiettivo. Persino Monti ne sta usando uno. Studiamolo insieme.

Gli stili del linguaggio politico

Nella sua opera più importante, Gli usi simbolici delle politica (1976), Edelman individua e propone quattro tipologie di stili di linguaggio politico che strutturano il processo politico. Essi sono:

  • linguaggio esortativo
  • linguaggio giuridico
  • linguaggio amministrativo
  • linguaggio di contrattazione

Il linguaggio esortativo

Il linguaggio esortativo si indirizza a un determinato tipo di pubblico, in modo diretto, al fine di ottenere l’appoggio politico, ad esempio nelle campagne elettorali, nelle udienze e nei dibattiti parlamentari. Costitutive del linguaggio politico sono la drammatizzazione e l’emotività, due registri cruciali per conquistare l’attenzione e il consenso del pubblico. Il contenuto di questo linguaggio è ambiguo e mutevole mentre la forma si basa essenzialmente su deduzioni ma mai fatti.

Esempio di linguaggio esortativo Casini- Letta

Enrico LettaPierferdinando Casini

Il linguaggio giuridico

Il linguaggio giuridico è quello con cui vengono stilate le costituzioni, le norme, i contratti ed è usato nella comunicazione politica soprattutto in quella di tipo istituzionale. La sua sintassi consiste in definizioni ed imperativi. Gli obiettivi sono analoghi a quelli del linguaggio esortativo: l’omologazione del pubblico all’ideologia e alle scelte delle élite che controllano il potere. Nonostante l’apparente rigidità di questo linguaggio esso è altamente flessibile in quanto le interpretazioni variano con il mutare dei giudici, del contesto e degli interessi in gioco.


Il linguaggio amministrativo

Il linguaggio amministrativo è caratterizzato dall’autorevolezza e dalla precisione delle definizioni. Esso si distingue da quello giuridico per la composizione dei destinatari. Il linguaggio amministrativo si rivolge a coloro che devono obbedire in modo diretto e immediato alle direttive dei funzionari dello Stato. Lo stile amministrativo esprime un senso di autorità e di influenza di un gruppo ristretto .


Il linguaggio della contrattazione

Il linguaggio della contrattazione è legato alla dimensione negoziale in riferimento all’espressione degli interessi. E’ usato nell’interogazione parlametare. Come quello esortativo, questo linguaggio cerca il sostegno delle parti in causa ma i due stili si distinguono in modo radicale. Chi contratta propone un accordo, non formula un appello e cerca di evitare una reazione del pubblico. La contrattazione di solito non è di dominio pubblico.

Le funzioni del linguaggio politico

Le funzioni che il linguaggio politico svolge nel modellare e catalizzare la percezione e il comportamento sociale sono:

  • La funzione rituale
  • La funzione persuasiva
  • La funzione evocativa, o simbolica
  • La funzione legittimante, o programmatica

La funzione rituale

La funzione rituale è atta a produrre conformismo politico. Per rituale si intende un’attività regolata di natura simbolica che concentra l’attenzione dei suoi partecipanti su oggetti cognitivi ed affettivi che essi ritengono particolarmente significativi. Il rituale politico è il mezzo più efficace per creare miti politici, sui quali si impernia ogni discorso politico. Forme di rituale politico sono i discorsi di insediamento del presidente della Repubblica.

Esempio di funzione rituale Nicolas Sarkozy


La funzione persuasiva

La funzione persuasiva è svolta sulla retorica. Quest’ultima riguarda l’enunciazione di argomenti probabilistici ed idealistici al fine di persuadere il pubblico ad accettare una determinata asserzione. La retorica può legittimare, orientare, risolvere i conflitti politici e attuare le politiche. Tuttavia la retorica può degenerare sia per ragioni elettorali, sia per ragioni di mobilitazione politica.

Esempi di funzione persuasiva

L’appello di ProdiL’appello di Belusconi
L’appello di Belusconi e Prodi

La funzione evocativa o simbolica

La funzione evocativa o simbolica è di tipo metalinguistico con valenza connotativa. Si può pertanto parlare di uso figurato dei segni linguistici e non linguistici (simboli). Tra i simboli politici linguistici si ha: la denominazione assunta da un partito, o la proveneinza. Tra i segni non linguistici possiamo trovare bandiere, emblemi loghi.

Esempio di funzione evocativa

La dichiarazione d’indipendenza della Padania

La funzione legittimante

Nella sua funzione  simbolica il linguaggio esercita una funzione di legittimazione delle strategie politiche. Secondo Edelman, un gruppo tramite il linguaggio non solo può conseguire un risultato immediato, ma può anche conquistare il consenso  ed è il discorso lo strumento di misurazione del potere politico e non la quantità di forza esercitata. Il linguaggio politico può dunque placare o ridurre il dissenso e produrre la legittimazione del policy making.

…” Questoi articolo non serve solo per informarsi, ma anche per “stanare” i politici buonisti e quelli integri. Imparare ad osservare il retro serve a capire l’avanti”….

Elisa Visconti
Fonti: Linguaggio politico di Edelman-Lasswell

 

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Filed Under: FeaturedSociologia della comunicazione

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avatar About the Author: Sociologa, Coach, Giornalista e Scrittrice. Studiosa e ricercatrice dei comportamenti sociali e parafiliaci sia in chiave asintomatica che in chiave deviata in contesti relazionali, sociali e criminali. Produttrice di format tv, Presidente Nazionale di Alleanza Italiana, Fondatore del gruppo Alleanza.

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  1. avatar rosso cardinale scrive:

    ah ah ah dottorè….come emparare a non essere magnaccioni e a nun farse fregà! bell’articolo. RC

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