Gesti di responsabilità. Essere ” ONOREVOLI” nella politica. La nascita della Terza Repubblica.

Siamo vicino davvero alla fine inesorabile della seconda repubblica? La caduta di Berlusconi, l’esecutivo dei tecnici imposto da Napolitano sotto il peso del vincolo esterno dell’Unione Europea e della BCE, il dilagare della protesta grillina che raccoglie l’indignazione contro le prodezze della ‘casta” inneggiando ad una rivoluzione con picconi e piccioni, ma senza proporre di fatto un programma di restaurazione cittadina. Le scelte impopolari di Storace, le litigate dei gruppi di destra e sinistra per accappararsi i voti degli indignatos. La caduta di stile della lega, con i suoi continui scandali sui fondi. Le dichiarazioni di sommossa popolare , rivendicazione sociale e colpo di stato di alcuni movimenti anarchici o con martrice militare. L’interesse della massoneraia ai gruppi spesso filo-anarchici di rete. Le ultime dichiarazioni di Bersani che dice che il PD è l’unica occasione che ci rimane. Le continue rincorse di Casini, Fini e co che dichiarano che Monti dovrebbe essere rieletto ancora…per un pò. Già cittadini; altre circostanze sono concorse a segnare la fine della Prima Repubblica apertasi con la falla politica avanzata grazie a Tangentopoli e con la successiva affermazione di Silvio Berlusconi. Ma oggi, dopo l’ennesima vicenda della vergogna su vergogna addotta dal Consiglio regionale del Lazio, assistiamo al collasso del rapporto tra cittadini e potere. Morta e sepolta la Seconda Repubblica, è aperta oggi la caccia alla Repubblica dei Partiti in quanto tali, al sistema della rappresentanza politica. Ma non certo ai fondamenti medesimi della nostra democrazia che si è dimostrata più volte ignorata da tutti i partiti.

Chi dice oggi che i partiti sono i degni rappresentanti dei fondamenti costitutori afferma eresie. Degne da rogo. Lo stridente contrasto tra i sacrifici che vengono richiesti agli italiani e lo spettacolo del ceto politico che va in onda ogni sera sui telegiornali è diventato intollerabile. L’Italia è uno degli epicentri della crisi europea non soltanto in ragione del debito pubblico che sale e del prodotto interno lordo che perisce sotto l’avanzata della spending Rewiev, la pesantezza dello scudo fiscale, il signoraggio determinato dal mortal kombat.  La nostra crisi risiede soprattutto in una radicale sfiducia verso TUTTI I PARTITI e, verso gli uomini che li rappresentano a vari livelli.  Sfiducia determinata da loro. Siamo nel pieno di una acuta crisi democratica. Le immagini che ci sono arrivate ieri da Madrid, dove una folla inferocita ha messo sotto assedio le Cortes ed è stata fermata solo con il ricorso alla forza, ci danno l’idea di ciò che sta accadendo in Europa e che rischia di degenerare a breve sarà rivestito in Italia.

Molte cose sono state sepolte dal ladrocinio indistinto sia dell’attuale saga familiare del centrodestra laziale, avanzando pretese di verginità della destra post fascista che oramai non rappresenta nemmeno più il fantasma di se stessa, e le rivendicazioni di una sinsitra ormai sepolta. Sotto le maschere di maiale e le feste pecorecce, sotto le vagonate di ostriche e i fiumi di champagne, sotto le spese folli e illegittime di un ceto grottesco di avventurieri e di parvenus sono finite due illusioni, coltivate con una certa insistenza negli scorsi anni: quella che il nuovo che avanzava fosse meglio del vecchio e quello che il vecchio è la risposta al nuovo.

E si che un di c’era chi credeva nel federalismo. E si che un di c’era chi credeva che  un decentramento di poteri e di risorse sarebbe stato funzionale alla costruzione di un assetto istituzionale più equo ed efficiente. Il triunvirato è morto: E il federalismo mai nato.   Ma se la notizia del secondo decesso della repubblica, è nelle cronache e nei commenti di tutti i media, fatica a farsi largo la consapevolezza che i peggiori protagonisti della farsaccia laziale, Polverini in testa, sono usciti dalle molte fabbriche del nuovo che si sono messe in funzione negli ultimi anni. Ce n’è ancora da fare per togliere di mezzo la gramigna di una illusione che ha colpito i partiti tradizionali (anche per colpa loro, s’intende), affidando le proprie aspettative a pataccari di tutte le risme.

 Per quello che vedo e leggo non tutti sono all’altezza delle circostanze.  Non lo sono coloro che sfiorati dal marciume politico, oggi si ritengono IMMUNI e si ritengono indispensabili e che non immaginano possibile un proprio ruolo, anche di primo piano, se non sono seduti su una poltrona parlamentare, nonostante su quella poltrona siano accomodati da un quarto di secolo. Lo scontro Bersani-Casini ha messo a repentaglio una prospettiva politica perseguita da tre anni e le primarie di novembre si avvicinano con nubi minacciose all’orizzonte.

Questo è il momento dei gesti di responsabilità, che sono propri solo delle forti personalità e di chi ha la volontà di voler riformare la cultura politica sin dalla base. La politica dovrebbe essere una funzione seria, mentre ora è sfacciatamente utilizzata per fare odience. Basta l’ascolto di una rassegna stampa, una qualsiasi di un giorno qualsiasi, per rischiare di perdere ogni fiducia nel futuro di questo Paese. Stamattina, i quotidiani riferiscono di una Festa della Cacca, alla quale ha partecipato, con il contributo (fotografato) di una seduta sul water, la giovane presidente berlusconiana del Consiglio regionale del Lazio. Alla domanda di un giornalista che le chiede conto della “”raffinata prodezza””, la giovanotta risponde: “Embè, non siamo forse nella merda?!”.

A seguire, ascolto la notizia della denuncia della Corte dei conti di una spesa di 81 milioni di euro in otto anni (2003-2011) per l’acquisto di braccialetti elettronici per il controllo dei detenuti posti agli arresti domiciliari. “Spesa elevatissima” dice la Corte, perchè i bracciali entrati in funzione sono solo 14 su 400, al costo di 5,7 milioni a detenuto. E senti descrivere, per poi vedere, le immagini di caos nella metropolitana milanese, a causa dello sciopero di ieri dei mezzi di trasporto urbano. Il Corriere della sera titola “Uno sciopero così non è da Paese civile”.

Ecco, la realtà è questa, dobbiamo prenderne atto: Nessuno crede che oggi l’Italia sia un Paese civile. Ma l’infezione della corruzione e della irresponsabilità si è diffusa in estensione territoriale e in profondità sociale. Del resto, capitale corrotta, nazione infetta” è stato detto, molti decenni fa. E’ cosí, l’infezione è scesa per li rami ed è arrivata anche nella mia città, Brescia. La truffa dello sbigliettamento della ‘grande mostra’ su Matisse, le indagini in corso su altre vicende amministrative, con relativi arresti di cui si ha notizia in queste ore e l’uso allegro delle carte di credito da parte dei pubblici amministratori, storia antesignana di un costume che avanzava, sono lì a testimoniare la fine di un’epoca e l’ingresso di Brescia, a pieno titolo, nell’Italia delle Vergogne.

In questo marasma di fine regime, Alleanza Italiana sta diventando il punto di riferimento, non nuovo, non vecchio, ma riformante. Alleanza Italiana, a livello nazionale e a quello locale è il movimento di coloro che vogliono ricostruire un tessuto sociale ed un’ eccellente classe dirigente. E si che l’origine della parola ONOREVOLI è da basare sul significato che agli stessi si dava negli anni pre costituzione. I primi componenti del primo governo della Repubblica Italiana (immediatamente dopo l’unità d’Italia) misero a servizio del popolo italiano il loro tempo e valore per concepire la costituzione italiana gratuitamente, quindi con onore da qui la parola onorevoli ossia chi è degno di onore, di stima, di rispetto. Purtroppo all’oggi la parola Onorevole, a causa dell’abuso e del cattivo uso che i politici hanno fatto della posizione, è segno di basezza, vergogna e sfiducia tanto che personalmente conosco un ex onorevole, che si è dimesso, evita di usare quel nome perchè se ne vergogna ed è avvertito dagli italiani come un disonore.

Perchè Alleanza Italiana ce la farà? Perchè è un movimento determinato da donne  e uomini d’onore che hanno rinunciato al proprio interesse personale per poter portare in campo quello collettivo. Ed è così che si deve gestire la politica. Vi ricordate com’era l’Argentina meno di 10 anni fa? E sapete invece com’è ora grazie ad una donna? Donne da prendere d’esempio! Cristina Kirchne Presidente della Repubblica Argentina.

“….Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più. ” Cristina KirchneI partiti attuali sono strattonati da tutte le parti. Mi colpisce che gli strattonatori, in forma personale o un gruppi sparuti, provengono tutti dal trapassato, dalle fila operative mai smobilitate della Prima Repubblica.Chi rimpasta, chi meteora, chi arzigogolisce, chi ruttifera, chi gorgheggia, chi stringe le fila, chi allenta la cinghia.“…

L’investimento che Monti ha deciso di intrapprendere sull’ inflazione, è stato un investimento sbagliato. Sebbene l’inflazione sia scesa i cittadini, tutti noi abbiamo accusato il colpo. La nostra autonomia è stata congelata dalla autorità politica determinata sulla sua legittimità tecnica a governare. Manovre interne ed esterne, trappoline e piani B non hanno avuto il successo che tutti quanti ci auspicavamo perchè si muovono al di fuori dal campo della crescita cittadina, impantanati come sono sul terreno degli interessi personali.

Rivedo in questi giorni un film già visto negli anni Novanta. Di politici insensibili alla nostra posizione popolare che c’ istigano come se dicessero: “impiccatevi all’albero che preferite”.  Ora, nel 2013  i panorami che ci rimangono da osservare sono da una parte la probabile rielezione del periodo Monti, che ha messo tutti noi all’asciutto, dall’altra la probabile coalizione di improbabili coalisti dove si riaffacciano gli stessi protagonisti, le stesse famiglie che pretendono di essere gli ottimati della città. Ma le leadership non si trasmettono di padre in figlio o da segretario a segretario. E il senso del fare una politica onorevole, non si può trasmettere se non si possiede. E a loro noi alleati diciamo che noi non siamo figli di un Dio minore e che rivendichiamo il diritto di essere riconosciuti protetti e spalleggiati da rappresentanti retti pultiti equi.

Rivendichiamo il diritto di pretendere un’eccellente stagione riformista. Basata sulle scelte popolari che risulteranno impopolari per i soliti oramai non più ignoti politicanti, ma che per noi alleati sono fonte di virtù. Cristina l’ha fatto. E’ riuscita a tirare fuori dal cilindro il bianconiglio. Ed è partita dal nulla, da una terra desolata e a mala pena in vita. E così anche noi di Alleanza Italiana, dal nulla stiamo riformando lo stato. Ritorniamo a chiamare ONOREVOLI coloro che la politica la fanno perchè ci credono senza dalla stessa percepire nulla se non un grazie. Apriamo l’epoca della Terza Repubblica, crediamo ed amiamo Alleanza Italiana. www.alleanzaitaliana.com

Elisa Visconti

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Filed Under: Articoli di prima paginaQuarto potere.I disastri della politica e delle istituzioni

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avatar About the Author: La dottoressa, insegna a trasformare le anomalie in virtù. Sociologa e coach; articolista e pubblicista di "La sociologa risponde"; fondatore e presidente dell' organo di vigilanza Alleanza Italiana; produttore format Mctv; co-fondatore di Eramantica design;Scrittrice

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  1. avatar Bob Veron scrive:

    Il futuro del paese!! Se l’Italia vuole avere un futuro, deve ritornare a credere in se stessa e per fare ciò ha bisogno di ritrovare quel senso e quel ricordo che ha perso. Dobbiamo ricordare quanto ci è costato arrivare fino a qui: la miseria, le lotte per vincerla, i morti disseminati lungo la strada per raggiungere un’obiettivo di nazione.Cosi come pure i grandi artisti e inventori che abbiamo avuto.Dobbiamo ricordare che la POLITICA non è sempre stata ladrocini, corruzione o ideologie dissennate, ma ha voluto anche dire per tanti uomini e donne:speranza di libertà, di emancipazione, passione,valori, solidarietà e capacità di darsi obbiettivi per le future generazioni. Se non riusciremo in questo non so quale sarà il ns. futuro. Bob Veron

  2. avatar rosso cardinale scrive:

    Ecchime qua, come direbbe er grande Totò, pace l’anima sua, nun me sono scordato di così tanta beltà e di così rara intelligenza dottoressa mia, ma er core der rosso stavolta ha ceduto. Sarà stata contenta mi moie che dopo la ramanzina fata dal primario ma sta a fa ‘na zuppa tanta. Ma ho sempre seguito da lontano la sua strada ed è diventata una super strada. Dar viottolo che era anni fa, come un fringuellino manca poco perchè diventi un autostrada. E me ce metto tutto cor core, debole ma ce sta per dirle che lei è l’immagine viva di tutti li disperati, le donne che nella vita se stanno a fa da sole en mazzo tanto, come se l’è fatto lei. Ed ora er Rosso cardinale non la molla più perchè è ritornato alla vita, con quarche centinaia de sigari en meno e quelli si già me manca. RC

  3. avatar Bob Veron scrive:

    Gent.ma Dott.a Visconti,

    Forse ha ragione la Sig. Franca De Padova, quando dice che l’articolo è stato scritto con il cuore.
    Certo l’analisi è amara, magari le cose scritte non sono tutte condivisibili, però traspare netta la Sua volontà di gridare al mondo: Io non ci sto!
    E’ vero, non passa giorno che non viene alla luce uno scandalo politico dalle Alpi alla Sicilia.
    Per cui si potrebbe ripristinare un vecchio detto: Italiani brava gente ma ladri!
    Si perchè oggi il fare politica per molti, (per fortuna non per tutti), è sinonimo di potere e di fare soldi a livello personale, non di mettersi al servizio dei cittadini.
    In questi ultimi 10 anni poi la corruzione ha raggiunto purtroppo livelli inaspettati sia a livello politico che non.
    Tant’è che la Magistratura, che la Corte dei Conti affemano che non si aspettavano di trovare una situazione del genere.
    Ora il gridare io non ci sto e tirarsi su la maniche è come scalare il K2. Una montagna molto difficile!
    Io credo però che nel nostro paese ci siano forze sane che non ci stanno a questo degrado politico, e vogliono mettersi in giuoco per cambiare la situazione.
    Non so se questo farà nascere la terza Repubblica, sperò solo che la volontà del cambiamento sia un’onda lunga e spazzi via questo marciume.
    E lei Elisa continui a gridare forte! Io non ci stò!!!
    Bob Veron

  4. avatar Franca De Padova scrive:

    Presidente ha scritto davvero con il Cuore …complimenti. mi ero allontanata da questo mondo ,,dopo tante delusioni..lei mi sta ridando la fiducia!!Grazie !!

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