Parafilie. Criminologia.
I comportamenti criminali legati alle fantasie parafiliache sono in aumento. Il sistema giuridico poco conosce poco sa dell parafilie. E non conoscendo non si può prevenire osteggiare e combattere comportamenti parafiliaci atipici (ossia non conclamati o patologici) e sempre più spesso asintomatici di disturbi patologici evidenti. Sussistono varie tesi criminologiche sulle parafilie. Ma personalmente, in base anche agli studi che sto eseguendo ritengo che il dominio, lo strumento del patriarcato o del matriarcato, la fenomenologia del sadismo e l’esibizionismo sono le parafilie più utilizzate nelle violenze. E non solo a sfondo sessuale come si è portati a credere. Spesso esistono condizioni di violenza estrema, senza che vi siano situazioni di abuso sessuale, o attrazione alcuna per la vittima. Ma di fatto spesso si pensa che le parafilie siano legate al sesso. In realtà non sono implicitamente legate alla sessualità; ma alle emozioni umane. Ci sono parafilie legate solo al gusto della dominazione, del plagio, della sottomissione, della regolarizzazione della propria immagione sociale, della conferma e della ristrutturazione della propria individualità dominante di maschio alfa. Ce ne sono altre legate più squisitamente all’esibizionismo del mostrarsi e al voyeurismo di massa del volere vedere il privato senza censura, il macabro dei delitti, del volere sapere della vita delle persone coinvolte. Anche quelle sono parafilie e come si evince non sono legate al sesso. Inoltre, nel caso del patriarcato e del matriarcato, c’è da distinguere sesso con sessualità. La sessualità per i patriarchi o le matriarche è la condizione che decreta chi è dominante e chi è sottomesso a cui poi vengono applicate procedure di azione e comportamentali diverse, che spesso giustificano e avvallano l’uso delle violenze morali, emotive e fisiche. Anche se non sono legate al sesso.






























